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12 giugno 2016

La Legge dello Specchio

La "Legge dello Specchio" in sintesi afferma: ciò che ti irrita negli altri è ciò che non vedi di te.

Ogni tanto qualcuno mi fa innervosire e, ripensando alla Legge dello Specchio, mi chiedo: anch'io mi comporto come lui ma non me ne rendo conto? Ma a volte, pur cercando bene, non trovo corrispondenza.

E in effetti certi atteggiamenti non mi appartengono... ma solo perché li ho talmente soppressi e giudicati, messi a tacere e rinchiusi in un angolo molto ben nascosto del mio "io", che li ho privati di qualunque possibilità di libera manifestazione!

Voglio ricordarti, amico che mi leggi, una strana dinamica: quando qualcosa ci fa male, cerchiamo di non vederla. Ecco che, se un aspetto di noi ci sembra "brutto e cattivo", cerchiamo di nasconderlo. E a volte lo nascondiamo così bene, che dimentichiamo di averlo e, anzi, impariamo a comportarci all'opposto.

Alla luce di ciò, la Legge dello Specchio andrebbe enunciata così: ciò che ti irrita negli altri è ciò che giudichi sbagliato in te.

E non parlo del fare valutazioni, ma proprio di giudicare, irritarsi, sentirsi in opposizione: quando accade, stai certo che c'è lo zampino di una parte di te che è messa sotto accusa da... te stesso!

Procediamo per gradi, fra poco capirai meglio cosa voglio dire.

L'universo se ne frega delle finzioni

Quando sopprimiamo quegli aspetti di noi che reputiamo sbagliati, tendiamo a concentrare tutti i nostri sforzi a svilupparne di opposti.

Se per esempio a un certo punto della nostra vita ci siamo reputati (anche in modo inconscio) stupidi, manipolatori o bugiardi, e abbiamo associato a tali aspetti il dolore del rifiuto, crescendo potremmo aver sviluppato una razionalità estrema, una morale eccessiva, un'etica ferrea. Per questo non riusciremmo, almeno a prima vista, a trovare in noi traccia di viltà o stupidità, ma anzi ci infastidirebbe molto rilevarne in altre persone. "Ecco, universo, guarda quanto sono bravo: non potresti mai dire che sono stupido o superficiale come quello lì!"

Il guaio, però, è che l'universo se ne frega delle finzioni e, per mostrarti che hai impostato la tua vita per reazione al giudizio e non per scelta, per paura di essere sbagliato e non per amore di essere ciò che sei, continua a metterti sulla strada tutte quelle persone/situazioni che più giudichi, sperando che prima o poi riconoscerai in esse quello che non vuoi vedere: i tuoi lati ombra, ossia le parti di te che hai giudicato sbagliate!

Esercizio

Non è sempre facile, per me, accorgermi di quanto abbia soppresso certe energie, perché mi sembra semplicemente di non averne. Ma quando riesco a individuarle, grazie al fatto che qualcun altro invece le agisce spudoratamente alla luce del sole, mi riscopro più libera e compassionevole.

La verità fa male, ma solo se non vuoi vederla. C'è da guadagnarne assai in leggerezza e libertà nell'intercettare il proprio sguardo accusatore e smettere di farsene condizionare. Ecco un esercizio utile a tal scopo:

Se qualcuno ti fa arrabbiare, se ti crea stress o irritazione nel modo che va oltre un'equilibrata reazione, fai un respiro profondo, porta le mani al cuore, e immagina che ci sia una parte di te che è come lui. Cercala in quei momenti in cui, anche solo per un istante o in minima parte, non sei stato te stesso... ma sei stato proprio come lui.

(A volte ci vuole un po' di tempo, oppure si tratta di un processo così doloroso che non riesci proprio a immaginare una cosa del genere, perché hai l'assoluta certezza di essere completamente diverso dalla persona che ti sta irritando. Se invece ti senti pronto, continua pure con l'esercizio).

Dai un nome preciso a quelle caratteristiche che reputi irritanti nella persona in questione (per esempio: aggressività, presunzione, egoismo, egocentrismo, cattiveria, superficialità ecc.) e poi di' a te stesso:

Ecco, queste energie di [mettere il nome in questione, per esempio: energie di egoismo] si oppongono a me perché io mi sono opposto a loro, giudicandole terrificanti, sgradevoli, ignobili e sbagliate! E pur di allontanarle da me, ho scelto di impormi qualità opposte. L'ho fatto non per libertà, ma per giudizio! L'ho fatto non per amore di ciò che sono, ma per paura!

Ora scelgo di riappropriarmi della mia verità e della mia energia: sono pronto ad andare avanti e a prendermi cura dei miei autentici progetti. Il passato è passato e non c'è niente da giudicare, perché mi ha condotto fino a questo luogo e a questo tempo. Benedico tutto quel che è stato e ringrazio per quello che ho imparato e continuerò a imparare.

Distinguere tra giudizio e valutazione

Se è vero che il giudizio ci imprigiona in una modalità disfunzionale, ben diverso è il risultato della valutazione.

Nel giudizio c'è moralismo e rifiuto; nella valutazione c'è la forza della scelta. Avere delle preferenze, credere che una certa strada sia meglio di un'altra, o semplicemente scegliere di rompere dei rapporti con persone distruttive, non significa giudicare, ma valutare. La valutazione ci permette di tenere lontano dalla nostra vita quello che non ci piace e di muoverci verso quello che invece ci è più gradito.

Paradossalmente, più siamo lontano dal giudizio e più ci sentiamo liberi di schierarci con le nostre valutazioni e di muoverci, serenamente, in base a queste.

Ultime osservazioni su come usare la Legge dello Specchio

Usa pure la Legge dello Specchio se senti la necessità di fare un lavoro interiore, ma cambia musica appena puoi. Se invece continui a ragionarci sopra, rischi di impantanarti nei pensieri e di non cogliere la vera essenza di questa legge: renderti libero dal giudizio e dai ragionamenti contorti.

Aggiungo che tale Legge vale solo per se stessi; se uno la capisce davvero, non si sognerà di applicarla su qualcun altro, proprio perché ciò che osserviamo all'esterno è ciò che prima di tutto riguarda noi stessi. Se, per esempio, reputiamo che qualcuno si comporta in modo incoerente e avrebbe bisogno di conoscere la Legge dello Specchio, chiediamoci invece quando o quanto anche noi facciamo così...

Ricevuto il messaggio? La Legge dello Specchio ci aiuta a "usare" le sensazioni di fastidio e giudizio, ossia ciò che si contrappone a noi, per scoprire come noi ci contrapponiamo a noi stessi.

Una volta colto il messaggio, liberiamoci dai ruoli che non ci appartengono e lasciamoci tutto alle spalle. Ed ecco che l'ostacolo sarà diventato trampolino di lancio e l'ombra avrà fatto spazio a nuova luce!

Camilla




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