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28 dicembre 2016

Per il nuovo anno ti auguro di...

Eccomi all'ultimo post del 2016, miei cari! Inevitabile, per me, riflettere sul nuovo anno e su quello che verrà. Amo il presente che ho, ma amo ancora di più l'idea di andare oltre, di raggiungere nuove sponde... Ben vengano, dunque, tutti i progetti, le strategie, le speranze e il coraggio di seguire il mio cuore, che sa sempre dove condurmi.

Da bambina pensavo che fosse ovvio guardare al domani sognando di progettare grandi cose, ma crescendo ho dovuto presto ricredermi. Con mio continuo sconcerto, infatti, noto che molte persone spesso si adagiano nella vita che hanno, anche se non è proprio quella che desiderano. Si adagiano perché hanno smesso di desiderare, di sognare, di fare progetti, di credere che sia possibile cambiare.

Capisci subito quando una persona ha smesso di desiderare – cioè di credere che potrà raggiungere quello a cui aspira – dal suo sguardo spento, dall'importanza che dà alle cose che non contano, e dal fatto che sai esattamente come risponderà alla tua prossima domanda.

Quando una persona smette di desiderare, perde il suo futuro e con esso la sua umanità. Diventa uno zombie. Gli zombie non hanno mai un futuro. Parlo di un futuro non inteso come certezza, ma come quella dimensione che ti chiama, quella dimensione dove sei più "grande" rispetto a come sei oggi, e dove in un certo senso la tua anima abita già.

Per il nuovo anno ti auguro di desiderare. Ti auguro speranza, obiettivi, mistero, scopo, visione. Ti auguro il futuro che meriti davvero.

Camilla







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22 dicembre 2016

La visualizzazione dei passi intermedi

Per centrare un obiettivo, bisogna prima vederlo. Ecco perché, per la Legge dell'Attrazione, è importante visualizzare il risultato che si vuole raggiungere. In questo ambito, tuttavia, c'è chi consiglia di visualizzare solo l'obiettivo, e chi consiglia di visualizzare anche tutti i passi intermedi per raggiungerlo. Chi ha ragione?

°*§*°

Visualizzare la vita o il risultato che vorresti vivere, senza immaginare i passi intermedi, è un modo di lasciar fare all'universo, di non preoccuparti del "come". Lasci andare il controllo e ti apri alla fiducia. Teoricamente. Ma in pratica? Dipende.

Se tutte le parti di te hanno piena fiducia nel fatto che l'universo ti porterà proprio in quella vita che stai visualizzando, continua così e non ti preoccupare dei dettagli.

Diversamente, se una qualunque voce dentro di te non è convinta dell'obiettivo o peggio ancora pensa che si tratti di qualcosa di impossibile, rischi di creare ulteriori resistenze interne, spesso inconsce.

Un'amica mi dice spesso: "Adoro immergermi nella visualizzazione della vita che desidero, ma poi devo tornare alla dura realtà di tutti giorni, che stress!". Parlando con lei, capisco che non crede davvero di poter raggiungere quello che visualizza, alternando momenti di rassegnazione a momenti in cui spera che qualcosa di magico possa cambiare ogni cosa, però si sente giustificata nel "perdersi" in quel mondo immaginato perché i guru della Legge dell'Attrazione consigliano di visualizzare il più possibile.

Ho imparato che se una visualizzazione non ti lascia nella convinzione e nella percezione che stai realmente andando nella direzione dei tuoi sogni, è una visualizzazione che non serve a molto. Allora non stai visualizzando. Stai fantasticando. Con il rischio di aumentare il divario fra la realtà che desideri e quella in cui ti trovi.

°*§*°

Chiarisco subito che la visualizzazione è uno strumento che aiuta la mente e il cuore a sintonizzarsi con l'obiettivo scelto, e non una bacchetta magica che prima o poi farà apparire la casa dei sogni o quella macchina sportiva da 300mila euro.

Non a caso, ho usato la parola "obiettivo". Un obiettivo non è semplicemente una vita che vorresti vivere, ma è qualcosa di raggiungibile attraverso tutta una serie di processi, di passi e di possibilità. Quando vuoi raggiungere qualcosa, devi sempre trasformarlo in un obiettivo.

Per aiutarti a restare focalizzato sull'obiettivo e disporre di tutti i supporti possibili, è importante che tutte le parti di te siano concordi nel raggiungerlo e credano di poterlo fare, anche quelle parti scettiche e che fanno i conti con il momento presente. E noi vogliamo ottenere questo risultato anche e soprattutto con la visualizzazione.

Rifletti: se nel tuo momento presente lo scenario è molto diverso rispetto a quello da te visualizzato, una volta tornato con i piedi nel presente rischi di non credere tu stesso al tuo obiettivo, rischiando di sminuirlo e boicottarlo.

Ecco quindi la prima regola: Fai in modo che la tua visualizzazione convinca ogni parte di te, anche quelle scettiche e che fanno resistenza.

*°§°*

A questo punto ci viene in aiuto la visualizzazione dei passi intermedi, ovvero il visualizzare "come" raggiungere un obiettivo.

Per esempio, se sei grasso e flaccido, non comincerai vedendoti subito super tonico, con trenta chili di meno e con il sedere o i pettorali in acciaio... ma partirai con visualizzare il passo successivo: quello dove hai perso due chili e ti senti più in forma perché hai fatto qualche settimana di corsa.

Poi visualizzerai il passo successivo: quello dove mangi serenamente il giusto senza abbuffarti e continui a perdere altri due chili. Poi quello successivo ancora, dove raggiungi una taglia più piccola dei pantaloni e qualcuno ti fa i complimenti perché si vede che sei più in linea. E così via, arrivando infine a visualizzare il risultato finale, ma solo dopo aver percorso tutti gli step intermedi.

Questo non significa che le cose andranno esattamente come le hai visualizzate: devi sempre rimanere aperto e fiducioso in tutte le possibilità man mano che procedi lungo il percorso, mettendo in conto di poter correggere la rotta o sfruttare nuove idee in base a quello che incontrerai. Significa, però, che la tua mente non troverà "ridicolo" o impossibile se ti immagini il tuo prossimo passo, poi quello successivo e quello successivo ancora, a piccola distanza l'uno dall'altro.

In questo modo tieni molto più facilmente a bada tutte le credenze negative e quelle voci interne che lottano contro il tuo sogno ("Chi credi di essere?", "È impossibile", "Rimanda a domani, che tanto la strada è lunga"...) , e allo stesso tempo sviluppi sempre di più un'autentica fiducia di poter raggiungere la tua meta.

Per non parlare del fatto che, avendo ben chiari quali sono i piccoli passi intermedi, riuscirai a individuarli, a raggiungerli e a ricavarne motivazione molto più facilmente: toccare con mano i risultati è molto più convincente di qualunque visualizzazione.

*°§°*

Dal punto di vista metafisico,  affermiamo che la vita che vuoi raggiungere o l'obiettivo che vuoi realizzare si trova su un'altra "linea di vita" rispetto a quella attuale, ciò significa che tra le due linee di vita c'è una certa distanza in termini di frequenza e di energia.

È molto più facile portarsi su una linea di vita vicina a quella attuale, che cioè differisce solo per pochi elementi, rispetto a una completamente diversa, che richiede un potenziale di energia molto più grande.

La linea di vita più vicina a quella attuale è quella dove hai perso un chilo, hai diminuito le medicine, hai creato meno debiti, e così via. È quella del tuo prossimo passo. Una volta raggiunta, ti muoverai allora verso un'altra linea di vita poco più in là, dove avrai perso un altro chilo, dimezzato le medicine, ridotto ulteriormente i debiti, e così via. Fino a quando ci sarà poca distanza con quella linea di vita dove sei magro, in salute e con i soldi.

Visualizzare il processo di attraversamento di tutte queste linee di vita, cominciando dal tuo prossimo passo e arrivando fino all'obiettivo finale, ti aiuta a mantenerti sintonizzato con la direzione.

*°§°*

A questo punto veniamo alla seconda regola del visualizzare, che è una conseguenza diretta della prima: Visualizza sempre i tuoi prossimi passi, partendo da quello a te più vicino, quello che puoi raggiungere senza un eccessivo dispendio di tempo e di energia, arrivando poi a quello finale

Come già accennato, la visualizzazione dei passi intermedi non annulla la visualizzazione dell'obiettivo finale, ma semplicemente lo inserisce in un processo fatto di step tutti collegati fra loro.

Per esempio, se vuoi scrivere un libro e puntare a diventare uno scrittore di successo, la visualizzazione migliore per aiutarti in questo processo consisterà di più fasi, dove vedi te stesso mentre: 1) scrivi ed editi facilmente il libro; 2) firmi un contratto con la casa editrice; 3) fai la tua prima presentazione; 4) il tuo libro riceve ottime recensioni e scala la classifica; 5) vieni invitato in tv; 6) diventi ufficialmente l'autore di un best-seller...

Questo tipo di visualizzazione ti aiuterà molto di più rispetto al visualizzare solamente te stesso come autore di best-seller. Chiaro che poi, ad aiutarti maggiormente, sarà soprattutto la tua reale capacità di scrivere libri, ma forse questa è un'altra storia.

 Buona visualizzazione!



Camilla


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17 dicembre 2016

Vorrei ma... non so come fare!

Detesto ammetterlo, ma ci sono cascata più volte anch'io. Pur di giustificare le mie difficoltà nel fare qualcosa, mi sono trovata a dire: "vorrei ma... non so come fare!"

Anche se sembra una frase apparentemente innocua, essa nasconde un terribile trabocchetto: mi fa sentire autorizzata a lamentarmi da una parte, e a non impegnarmi veramente dall'altra.

Di fatto, è possibile imparare praticamente qualunque cosa, grazie a internet e alla miriade di informazione che ci mettono a disposizione i video, i tutorial, gli articoli, i documenti, i libri... A patto, però, che ci impegniamo con passione e costanza.

Quando abbiamo "voglia" di scoprire qualcosa di più su un certo argomento, in genere non ci ferma nessuno. Ma quando "dobbiamo" scoprire le soluzioni ai nostri problemi, o trovare un modo di sopperire alle nostre mancanze, allora la cosa si fa diversa: si attivano resistenze e lamenti.

Come mai?

È più facile lamentarsi invece di passare all'azione. È più facile restare dove ci si trova invece di mettersi in cammino. È più facile aggrapparsi a quello che "si sa già" invece di esplorare nuove possibilità.

Se pensi che a fermarti sia il fatto che "non sai come fare" qualcosa, cambia immediatamente il tuo assetto mentale e mettiti alla ricerca della conoscenza di cui hai bisogno: parla con gli esperti del settore; interroga Google, i siti, i forum; leggi i libri, i manuali e le guide di cui hai bisogno; passa all'azione in un modo o nell'altro.

In ogni caso, non smettere mai di studiare, di imparare e di costruire la tua esperienza.

Ricorda che il videogioco sullo smartphone si mangia il tuo tempo e il tuo futuro, mentre il libro che leggi ogni settimana fa fruttare il migliore investimento di cui disponi: te stesso.

Camilla


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12 dicembre 2016

Come rubare il futuro a una bambina

L'altro giorno vado in edicola a comprare il giornale. Accanto al giornalaio, c'è una bambina, sua figlia.

"Ciao, ti sei messa a lavorare con il papà?"
"Certamente!" risponde lei.
"Allora posso chiedere a te il giornale?" e si mette simpaticamente a ridere, un po' in imbarazzo.

"Vai a giocare, invece di stare qui!" interviene il padre.
"Non c'è problema" dico io.
"Il problema c'è, invece" aggiunge lui. "Vuole sempre stare qui e non si rende conto che quando si metterà a lavorare veramente allora saranno guai".
"In che senso, scusi?" gli chiedo.
"Bhè, quando lavori, la vita si fa difficile e non puoi fare quello che ti piace".

"Magari sua figlia potrebbe diventare una professionista apprezzata o una grande esperta in un lavoro che le dà passione" rispondo, con il mio solito atteggiamento che non riesce mai a farsi i fatti suoi.
"Ma scherza?" continua lui. "Mica tutti si possono scegliere la vita come quelli che hanno i soldi... È già tanto se riesci a trovarlo, oggi, un lavoro... E quando mia figlia sarà grande, sarà ancora peggio!"

La ragazzina ci ascolta; dalla sua faccia capisco che è abituata alla logica del padre, e un po' meno alla mia.

Mi rendo conto che a questo punto c'è poco altro da aggiungere. Il giornalaio è convinto di insegnare il giusto a sua figlia, ma soprattutto è convinto di aver spiegato e impartito anche a me, una ingenua signorina di passaggio, una lezione su come funziona veramente la vita.

Ma porca d'una paletta! – penso dentro di me, mentre mi allontano con un aria rassegnata. Stai programmando tua figlia a una vita miserabile! Le stai dicendo che non è possibile realizzare i propri sogni. Che la vita la metterà alla prova e ne uscirà sempre sconfitta. Le stai dicendo di non illudersi sul crearsi un futuro di abbondanza perché, essendo nata in una famiglia povera, è destinata a soffrire. Stai cercando di convincerla che non ha scelta. Le stai togliendo la speranza. Le stai rubando il futuro.

Se avete dei bambini, o se comunque avete a che fare con loro, fate attenzione a quello che dite. Fate attenzione alle credenze e ai programmi che instillate nella loro mente e nel loro cuore. Perché loro, pur di amarvi, pur di sentirsi da voi amati, vi seguiranno più di quanto immaginate, arrivando perfino a tradire se stessi pur di realizzare le vostre profezie...

Camilla





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7 dicembre 2016

Scegli il meglio!

Riferendosi alle decisioni prese, spesso sento dire dalle persone: "Ho scelto il male minore".

Cosa significa scegliere il male minore? Significa che abbiamo scelto qualcosa che non era proprio quello che volevamo!

Certo, delle volte non ci sono altre possibilità, e allora abbiamo due strade davanti a noi.

La prima è scegliere il male minore e fermarci sconsolati a quel punto, perché "si fa così", perché "sennò che alternative ci sono?", perché è "meglio il certo per l'incerto", perché "è già tanto se abbiamo ottenuto qualcosa"... È un ragionamento pericoloso, poiché ti fa accomodare in una vita che non ti appartiene. Sarà "minore", ma sempre di "male" si tratta.

La seconda strada è scegliere il male minore, ma solo perché vogliamo andare avanti, nella direzione di qualcosa di più grande. È in altre parole una strategia, una tappa intermedia del viaggio, dove non abbiamo alcuna intenzione di fermarci.

Per non cadere nella trappola della prima strada, ti consiglio di non pensare mai in termini di "scegliere il male minore". Pensa, invece, di scegliere il meglio. E pensa che non ti fermerai finché non l'avrai raggiunto. Allora il male minore sarà solo un ponte, un momento di passaggio, e non qualcosa che ti sei fatto andare bene...

Scegli il meglio, non accettare niente di meno!

Camilla


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3 dicembre 2016

Riavvolgere il passato

Sono sicura che hai già sentito parlare degli esercizi di visualizzazione, in particolare quelli dove si visualizza se stessi immersi nella vita che si vorrebbe vivere. Si pensa che questo tipo di esercizi aiuti a creare la realtà desiderata, dato che ciò su cui mettiamo la nostra attenzione è ciò che tende a materializzarsi sempre di più.

In realtà, per attirarsi il futuro desiderato, visualizzare non basta (perché bisogna anche agire)... ma sicuramente aiuta! Aiuta a mantenere se stessi nell'entusiasmo, aiuta a focalizzare la mente sugli obiettivi, e soprattutto aiuta a sintonizzarsi con frequenze più interessanti.

Confidando nel fatto che ogni cosa è connessa, non solo nello spazio ma anche nel tempo, oggi voglio proporti di applicare la visualizzazione non tanto al tuo futuro, quanto al tuo passato!

Come fare

Se ti guardi indietro, probabilmente ci sono degli eventi che hanno lasciato in te un trauma, una traccia che continua a pesare, e ti piace credere che, se fossero stati diversi, oggi saresti stato migliore, più libero, più capace.

Ora, scegli uno di questi eventi del tuo passato, fra quelli che ti danno da fare nel tuo cuore. Un evento accaduto anche molto tempo fa, anche quando eri solo un bambino.

Ritorna a quella scena, visualizzala nei dettagli e nelle sensazioni che riesci a ricordare, ma fermati un istante prima che volga in trauma. E cambiala.

Cambia la scena e trasformala in qualcosa di positivo, in qualcosa che non attiverà nel tuo futuro (che è il tuo oggi) il trauma, e quindi tutti quegli ostacoli interiori che ne deriveranno, le limitazioni, gli autosabotaggi. Trasformala in qualcosa che ti lascerà, invece, una traccia di forza, un ricordo potenziante, una connessione sulla quale potrai contare nei momenti di difficoltà.

Per esempio, puoi cambiare il comportamento delle persone coinvolte o, se vuoi, il tuo stesso comportamento, oppure puoi cambiare i fatti in modo che, anche se comunque ne seguiranno eventi determinanti, non lasceranno in te strascichi, perché sentirai di aver comunque ricevuto amore, rispetto, sostegno.

Se hai più scene che richiedono la tua attenzione, fai questo esercizio per ognuna di esse finché non ti sentirai soddisfatto.

Può capitare che all'inizio tu non riesca a cambiare la scena, o abbia molta difficoltà nel farlo. Io ho dovuto allenarmi un po' prima di riuscirci. Ma poi l'ho fatto, e oggi mi riesce sempre meglio. Nelle mie visualizzazioni ho riavvolto il passato e l'ho srotolato in una nuova direzione.

Ci tengo a ribadire che lo scopo di questo esercizio non è cancellare il dolore che hai provato a causa del trauma o togliergli il diritto di esistere e "protestare". Ma semplicemente scegli di offrire a te stesso anche un'altra versione della storia, uno spazio – pur se solo immaginato – che dia sollievo al cuore, che porti un po' di luce.

Accade poi, in qualche modo e per una qualche magia, che quella luce immaginata giunga fino al tuo presente, come se davvero fosse accaduta. Se glielo permetti, essa può darti conforto, sciogliere nodi che è tempo di lasciar andare, e anche darti nuove prospettive e speranze.

Camilla










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27 novembre 2016

Felicità attira felicità?

Quando siamo tristi attiriamo le persone tristi, e quando siamo felici attiriamo le persone felici... Accade proprio così? Ho un'amica che direbbe assolutamente di sì. E un'altra che, invece, direbbe proprio di no, visto che a volte sperimenta l'opposto: quando è felice, incontra persone ancora più tristi e deprimenti!

Chi ha ragione? Direi tutte e due! Personalmente ho sperimentato entrambe le situazioni. Ho cioè sperimentato che, quando sono "felicemente nel flusso", tutto si muove armoniosamente intorno a me, persone comprese. Ma ho anche sperimentato che, quando alzo la mia energia, quello è il giorno in cui partono all'attacco i vampiri energetici: ti piombano addosso intoppi di ogni tipo oppure ti chiama quel certo parente che ha una voglia improvvisa di raccontarti tutte le disgrazie dell'umanità!

Molto dipende, in realtà, dal tuo "stato vibrazionale" di ogni giorno. Se vivi una realtà quotidiana di gioia, entusiasmo e fiducia, saranno sopratutto queste a essere le tue frequenze dominanti, quelle insomma che hanno più forza. Ecco perché, appena sorridi, anche tutti gli altri sorrideranno intorno a te: è la forza della tua positività ad agire!

Se, invece, vivi una realtà quotidiana di frustrazione e infelicità, saranno soprattutto questi vissuti ad avere più forza. Quindi, anche se cominci a sorridere e ad alzare la tua energia, non è detto che accada lo stesso intorno a te, anzi ti ritroverai inseguito dall'infelicità, che non vuole mollare l'osso!

Tutto ciò significa una cosa soltanto: se stai lavorando per aumentare le tue frequenze, in altre parole per risollevare il tuo spirito da una condizione miserabile, non devi stupirti se ogni volta che farai un passo in avanti troverai più ostacoli che porte aperte. Questo perché a farla da padrone è sempre il tuo vissuto interiore dominante, quello che hai sperimentato per la maggior parte del tempo fino a pochi istanti fa.

Finché non ti sarai accomodato stabilmente nella nuova realtà di gioia, potere e fiducia, le vecchie configurazioni tireranno i fili della tua realtà, o almeno proveranno a farlo per un po'. Significa che troverai molto più facile rimanere nel fango piuttosto che alzarti e scrollartelo di dosso.

Ma tu non demordere, non farti "riagganciare", lascia che gli intoppi scorrano via e persisti nel mantenere alto il tuo spirito e salda la tua fiducia. Non guardare i risultati dell'immediato e mantieniti focalizzato sul tuo obiettivo a lungo termine: risiedere permanentemente nella terra della gioia e non come visitatore occasionale.

Camilla





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21 novembre 2016

The Miracle Morning - Il mattino miracoloso

È qualche anno, ormai, che mi alzo presto al mattino per svolgere alcune routine, prima di mettermi a lavorare. Per esempio, faccio meditazione, scrivo sul diario, e così via.

Prendermi del tempo per me stessa e per le attività a cui tengo, e farlo all'inizio di ogni giornata, ha alzato di molto i miei livelli di energia.

Credevo di aver inserito già tutte le routine possibili e ottimizzato al meglio la mattina, finché ho incontrato il libro di Hal Elrod, The Miracle Morning (stesso titolo anche nella versione italiana), che mi ha fatto capire come rendere il mio mattino ancora più "miracoloso".

Hal mi ha trasmesso un grande entusiasmo ma soprattutto ha rafforzato in me la fiducia in ciò che stavo facendo. La maggior parte degli amici e dei parenti, infatti, trova strano che io mi alzi molto presto solo per fare delle attività ai loro occhi non ben definite (meditazione, scrittura, preghiera, ecc.)! Credo che alcuni la considerino, addirittura, una specie di mia nevrosi.

Grazie ad Hal ho definitivamente compreso che, se volevo alzare ulteriormente il mio livello di energia, e offrirmi possibilità più ampie, dovevo puntare il mio massimo sulle routine del mattino. Il mattino, infatti, ha un'energia fantastica e carica di possibilità. Quello che facciamo ogni mattino ha il potere di determinare la giornata. E quello che facciamo ogni giornata ha il potere di determinare il percorso di una vita intera!

So benissimo che alcuni di voi stanno avendo l'orticaria alla sola idea di alzarsi presto, ma se il mattino ha l'oro in bocca per tantissimi trainer, formatori e personaggi illustri, ci sarà un motivo! Ciò che accomuna Benjamin Franklin, Ernest Hemingway, Howard Schulz (CEO di Starbucks), Richard Branson (fondatore di Virgin), Indra Nooyi (CEO di Pepsi), Tim Cook (CEO di Apple) e tante altre persone di successo è proprio il fatto che sono dei mattinieri. Molte persone di successo spesso sono in piedi già tra le 4 e le 5:30 perché si prendono il tempo per le loro routine: per esempio per fare sport, praticare meditazione, visualizzare e mettere a punto gli obiettivi della giornata, e così via.

Anche MJ DeMarco, autore di Autostrada per la Ricchezza, si è ricreduto sull'alzarsi presto al mattino: "Non avrei mai pensato di pronunciare queste parole riguardo a un libro da mattinieri, ma The Miracle Morning mi ha cambiato la vita".

Ulteriormente ispirata da tutti loro, ho deciso anche io di alzarmi presto, o meglio ancora più presto, e inserire di prima mattina quelle routine e attività che ho bisogno di curare ogni giorno se davvero voglio migliorare e cambiare la mia vita. E da quando lo faccio mi sento così entusiasta e ispirata, che ho deciso di dedicare questo post all'argomento.

Va detto che la routine suggerita da Hal si compone idealmente di 6 elementi essenziali (chiamati S.A.V.E.R.S.), da svolgersi nell'arco di almeno un'ora complessiva: 1) Silenzio (come la meditazione); 2) Affermazioni; 3) Visualizzazioni; 4) Esercizio fisico; 5) Ricerca (come la lettura di libri ispiranti); 6) Scrittura (diario o altro).

Si tratta di una routine che lo stesso Hal applica su di sé da molti anni, e grazie alla quale è tornato a camminare (e a correre anche una maratona) quando i medici gli avevano predetto una vita da infermo dopo un grave incidente. Ma ognuno può personalizzarla in base alle proprie esigenze e ai propri obiettivi (per esempio attualmente io ho una routine mattutina di tre ore e mezzo, escluso il lavarsi e il vestirsi!).

Per quei giorni dove non è possibile disporre del tempo necessario per svolgere le routine abituali, Hal consiglia addirittura una mini-routine di sei minuti pur di non perdere la "carica" del mattino. Non serve fare tanto, se lo si fa occasionalmente. Ciò che cambia veramente la nostra vita sono le nostre abitudini quotidiane, quello che facciamo ogni giorno, anche se sul momento sembra poco.

Se siete interessati a saperne di più, non vi resta che leggere il libro di Hal Elrod The Miracle Morning e provare a fare il programma del "mattino miracoloso" almeno per 30 giorni. Dopo di che, se volete, fatemi sapere come è andata!

Camilla


PS. Sul sito ufficiale è presente anche una pagina in Italiano dove poter scaricare dei bonus gratuiti e iniziare il Miracle Morning senza aver per forza comprato il libro: http://www.miraclemorning.com/italy

PPS. Proprio in questi giorni Hal è finito in ospedale e sta affrontando un'altra prova molto difficile, poiché gli è stata diagnosticata una rara forma di cancro. E sapete cosa ha detto, subito dopo la diagnosi? Ha detto che è assolutamente fiducioso del fatto che questa situazione porterà lui e la sua missione a un livello ancora più alto, verso un bene più grande. Da una persona così non possiamo che aspettarci miracoli.  

PPPS. Ho creato un gruppo Facebook ispirato a The Miracle Morning e alla Legge dell'Attrazione. Se condividete questi principi, vi aspetto nel gruppo "The Miracle Morning Italia - La Chiave Suprema del Mattino" a questo link.



The Miracle Morning Hal Elrod The Miracle Morning
Trasforma la tua vita
un mattino alla volta prima delle 8.00

Hal Elrod

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Decifra il codice della ricchezza
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Quello che i ricchi insegnano
ai figli sul denaro

Robert T. Kiyosaki

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16 novembre 2016

Difendersi dalle notizie negative

Le notizie negative aumentano in noi la sensazione che il mondo vada a rotoli e ci tolgono la speranza e la voglia di trovare soluzioni creative e gioiose.

Le soluzioni si trovano quando c'è entusiasmo e fiducia, e non quando si è depressi. Per questo, bisogna difendersi dalle notizie negative.

I problemi della vita quotidiana spesso ci lasciano senza fiato, se poi vi aggiungiamo la negatività di tutti i media, e tutti i pettegolezzi delle persone attorno a noi sui drammi e sulle tragedie, non facciamo proprio del bene alla nostra fiducia e alla nostra speranza, ma anzi diamo un lauto pranzo all'ansia e alla paura.

Se sei un lettore del mio blog sono certa che sei una persona attenta alle questioni "spirituali", e saprai che la Legge dell'Attrazione è sempre in azione: più con-vibriamo con sensazioni di paura e stress, dunque, più ci attiriamo una realtà che conferma tutto ciò!

Forse non ti è semplice lasciar andare tutte le ansie che riguardano i problemi, ma puoi fare comunque qualcosa. Per esempio, puoi scegliere di limitare il contatto con le notizie negative che arrivano dal resto del mondo. Soprattutto quando riguardano eventi e situazioni su cui non hai alcun potere. Manda una benedizione e poi dimenticale.

Sì, hai letto bene. Dimentica e stacca il cordone da quelle notizie, rivolgi la tua attenzione ad altro. Anche perché, come dicevamo, se esiste una soluzione, non è con la pre-occupazione e l'ansia che riuscirai a vederla e, meno che mai, a metterla in atto.

Un'altra azione che puoi fare è questa: per ogni notizia negativa che raggiunge le tue orecchie, pensa o cerca subito due notizie positive (cerca per esempio fra i gruppi Facebook dedicati alle buone notizie, o leggi la rubrica Enjoy The News su Anima.TV a questo link).

All'inizio ti sembrerà strano, forzato, difficile. Ma poi comincerai a prenderci gusto e proverai sempre più interesse nel portare l'attenzione sugli eventi piacevoli, invece che su quelli negativi... Ricorda che i muscoli della positività vanno allenati, perché quelli della negatività ormai sono dei campioni olimpionici!

Un'altra cosa che puoi fare per sintonizzarti con frequenze di positività è aiutarti con invocazioni e preghiere.

Per esempio, se una notizia riguardante una disgrazia collettiva ti dà ansia, prima di tutto accorgiti della sensazione, fai un respiro profondo e accoglila. Cosa ti sta dicendo? Ti sta dicendo che hai paura. Paura che quella situazione possa colpire anche te o i tuoi cari. Abbraccia tutto questo.

Porta quindi le mani sul petto o, se preferisci, incrocia le dita a preghiera, e lancia l'intento di aprirti alla percezione della fiducia e alla speranza. Poi, ripeti: "L'amore è più grande della paura. Io mi connetto all'amore e attraverso di esso mi connetto alle soluzioni e all'abbondanza, nella certezza che ogni aiuto mi sarà dato al momento opportuno".

Questo è solo un esempio. Sono sicura che puoi scrivere invocazioni ancora più belle per te stesso, devi solo allenarti a farlo.

Camilla


Ho-Oponopono Occidentale Giovanna Garbuio Ho-Oponopono Occidentale
Percependo la perfezione miglioro la realtà
Giovanna Garbuio

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Il Potere e la Magia della Gratitudine Ivan Nossa Il Potere e la Magia della Gratitudine
Trasforma la vibrazione della tua vita
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Introduzione di Joe Vitale

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Parole di saggezza che curano l'anima
Davide Mosca

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11 novembre 2016

Le persone morte, quelle addormentate, e quelle che iniziano a svegliarsi

“Le persone sono divise in tre categorie: le persone morte, quelle addormentate, e quelle che iniziano a svegliarsi. I morti sono morti, non possono svegliarsi. Quelli che dormono hanno almeno una possibilità teorica di svegliarsi se le circostanze sono favorevoli. Ma nell'esistenza, le persone che dormono cadono facilmente sotto l'influenza delle persone morte; paragonate alle persone che dormono, esse sono molto forti, perché non hanno alcuna coscienza né vergogna. E cosa rende deboli le persone ordinarie? La coscienza e la vergogna. Le persone morte esercitano un'influenza straordinaria sulle persone addormentate. Queste non possono resistere. Le ammirano così tanto che vorrebbero essere come loro.”
(P.D. Ouspensky)


Da bambina mi chiedevo come fosse possibile che gli animi più gretti e oscuri si sentissero a proprio agio nel comportarsi in modo ignobile e scorretto, e come potessero farlo spesso senza alcuna remora. La risposta è semplice: senza coscienza vai dritto come un treno, indipendentemente da chi hai davanti. Se la tua anima è morta, è morta anche la tua capacità di farti scrupoli e passi sopra il cadavere degli altri senza battere ciglio.

Molti pensano che il successo sia riservato a questo tipo di persone – alle persone morte – e che il mondo appartenga a loro. In realtà il mondo appartiene a chi non ha paura.

La voce della paura non riesce a persuadere i morti poiché costoro non hanno alcuna coscienza. Vi hanno rinunciato definitivamente perché sanno che toglierebbe loro potere e forza. I morti non tornano indietro; c’è speranza solo per i dormienti.

I dormienti hanno una coscienza, ma non hanno la forza di assecondarla, se non quando spinti dall’ambiente intorno a loro o da condizioni straordinarie. In genere la paura fa leva sulla loro coscienza ancora debole, amplificando i dubbi e la mancanza di fiducia.

Solo una persona che ha iniziato a svegliarsi, una persona che ha sviluppato fiducia e fede, può opporsi al dominio della paura.

Ecco che fra le persone di successo, fra i leader carismatici, trovi chi è nella morte, privo di coscienza, ma anche chi ha una coscienza ed è sveglio. Entrambi non sono dominati dalla paura, anche se per motivi differenti.

Coloro che sono nel mezzo – i dormienti – rimangono schiacciati dai timori e dai dubbi. Subiscono molto facilmente il fascino dei morti perché scambiano la loro mancanza di coscienza per coraggio o carisma; ma se fossero svegli vedrebbero che quella strada che tanto ammirano non conduce da nessuna parte.

A volte nel dormiente una scintilla che viene dal profondo, dal mondo del risveglio, gli suggerisce come non farsi condizionare dalla paura e dai morti. Una scintilla che alcuni ascoltano, e altri no. Ma quando lo fanno è perché hanno lavorato a lungo su di sé, e un giorno quel lavoro comincia a dare i suoi frutti…

Camilla




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6 novembre 2016

Atteggiamento mentale e pensieri nascosti

La Legge dell'Attrazione ci dice che l'atteggiamento mentale è determinante nella creazione della nostra realtà.

Bisogna considerare che il nostro atteggiamento mentale è formato dai pensieri coscienti, ma anche da quelli semi-coscienti (o automatici) e da quelli di cui ignoriamo l'esistenza (totalmente nascosti perché inconsci).

Quest'ultimi possono essere molto grandi e molto potenti, arrivando a condizionarci profondamente, e spiegano anche perché, se all'apparenza abbiamo pensieri costruttivi, non riusciamo più di tanto a sbloccarci dalle situazioni.

In genere riesco a individuare i pensieri nascosti grazie a degli episodi "esterni". Quando qualcosa o qualcuno mi ferisce in modo particolare, mi metto alla ricerca di una risonanza interna. E alla fine la trovo, trovo cioè una qualche configurazione che assomiglia all'evento esterno, solo che vive dentro di me. Allora capisco che ciò che mi ha danneggiato là fuori ha potuto farlo perché si era alleata con quello che avevo nel mio profondo.

Anche se ho già affrontato l'argomento in altri post, faccio un esempio pratico per chiarezza.

Mettiamo che ti senti ferito perché qualcuno critica i tuoi errori, dando per scontato ciò che invece fai sempre in modo corretto. Poi arriva il giorno che qualcun altro, facendo uno sbaglio, ti fa saltare le staffe. Allora pensi che è uno che non è attento, che non capisce, è superficiale o menefreghista.

Se ascolti il tuo dialogo interno, potresti accorgerti che la voce dei tuoi pensieri ricorda in qualche modo quella esterna che ti aveva accusato. E se ascolti ancora un po', potresti realizzare che quella voce, quella che sta borbottando verso chi ti ha fatto arrabbiare per il suo sbaglio, la maggior parte delle volte è verso di te che punta il dito.

Per questo le critiche esterne fanno così male, perché ti mostrano il dolore che ti provoca il critico interiore.

Allo stesso modo, ho più volte verificato come ciò che ho reso luminoso dentro di me, ciò che ho sciolto e superato, trovi corrispondenze anche nel fuori, attraverso altrettante situazioni luminose e di risoluzione.

In altre parole, ciò che permetti dentro di te, nel bene e nel male, è ciò che inevitabilmente permetti anche fuori di te.

Camilla





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Amore, Gratitudine, Non Giudizio,
Perdono, Benedizione

Giovanna Garbuio

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L'Ottavo Senso Tanja Aeckersberg L'Ottavo Senso
Attivare l’espansione della coscienza
e l’autoguarigione

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1 novembre 2016

Guarda la foresta che cresce

Oggi vorrei portare la tua attenzione a questo aforisma di Lao Tzu: "Fa più rumore un albero che cade di un'intera foresta che cresce".

Quando vengo sopraffatta dai problemi o dalla credenza che il mondo là fuori stia andando a rotoli, io riparto da qui, dal fatto che non si può misurare la realtà in base al rumore che produce.

Chi crea trambusto, chi accusa e abbaia, sembra occupare uno spazio più grande rispetto a chi non ha tempo di indugiare in superficie. Ma è apparenza, è illusione.

Ci sono cose piccole che fanno molto rumore, mentre altre, molto più grandi, mettono radici in silenzio.

Così è nella nostra vita. Spesso diamo attenzione a singoli episodi che sembrano occupare chissà quale importanza solo perché creano un gran baccano, e dimentichiamo che nel frattempo c'è una foresta che, piano piano, sta crescendo.

Le piccole azioni quotidiane, il nostro esserci giorno dopo giorno, l'accorgersi di tutto il bello che c'è, sono terreno fertile per quella crescita. 

Sì, ogni tanto un albero cade, e fa molta impressione. Ma tu non guardare l'albero. Guarda la foresta che cresce.

Camilla





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come si riproducono, perché si ammalano
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più grandi doni mai fatti all'umanità

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27 ottobre 2016

Sei malato e non riesci a guarire? È perché non lo vuoi veramente!

L'altro giorno una persona mi ha chiesto notizie sul mio stato di salute. Ho accennato al fatto che, sebbene sia riuscita a guarire su alcuni fronti, c'è una situazione medica che, invece, non ne vuol sapere di risolversi. Credo di aver sperimentato così tanti rimedi e tecniche da potermi considerare una enciclopedia vivente della medicina, almeno quella alternativa ed energetica. Insomma, c'è una parte della mia salute che mi dà il suo da fare.

Ecco, questa persona, dicevo, mi si è avvicinata con fare da sapiente e mi ha "confidato" che, se non riesco a guarire, è perché una parte di me in realtà non vuole farlo cioè oppone resistenza. Ebbene, dopo questa sua "rivelazione", sono rimasta folgorata... dalla sua superficialità.

Con mio grande dispiacere, noto che questo atteggiamento da guaritori e conoscitori di verità assolute viene facilmente agito, soprattutto negli ambienti olistici (ma anche in quelli famigliari).

"Sei ammalato e non riesci a guarire? È perché non lo vuoi veramente! È perché non hai applicato bene il protocollo del digiuno! È perché hai delle resistenze interne! Ecc..." Ti è mai capitato di sentirti dire qualcosa del genere?

"Ma allora come la mettiamo con la psicosomatica e tutto il resto?" La mettiamo bene, ci mancherebbe! Il punto è che non bisogna confondere l'indagine del mondo interiore, e approcci del tipo "Valutiamo come eventuali conflitti emotivi e spirituali, o resistenze interne, siano connesse con il tuo attuale stato di salute", con altri approcci del tipo "Se non guarisci è perché non lo vuoi"! Mi auguro che riusciate a cogliere la differenza!

Sono molto sorpresa quando a non cogliere la differenza, invece, sono persone e operatori olistici teoricamente preparati e competenti! Con il loro "facile giudizio", con la loro "valutazione limitata", rischiano non solo di non capire nulla di come portare qualcuno alla guarigione, ma anche di creare ulteriore stress e confusione nella persona già provata dalla malattia.

Facciamo attenzione a non cadere nell'ideologia, per un verso e per un altro. Non siamo solo esseri materiali ma non siamo neanche solo esseri spirituali. L'origine di uno squilibrio può accadere su entrambi i piani. La malattia, come ogni altra condizione che ci riguarda, ha probabilmente "a che fare" con la persona che siamo, ma in che modo? A volte può essere a causa di un blocco emotivo, ma altre volte anche perché abbiamo mangiato qualcosa di sbagliato! Prima di arrivare a facili conclusioni e giudizi, ce ne corre!

Ho conosciuto persone che non sono andate dal medico perché hanno dato per scontato che il loro disagio fisico fosse prima di tutto un disagio psicologico o spirituale, ma poi si sono ritrovate ad avere a che fare con una grave infezione o altro che avrebbero potuto prevenire con una semplice visita medica. Dall'altra, c'è chi non si interroga mai su come attivare le risorse della guarigione e sui segnali che il corpo manda, e vuole solo pillole che facciano sparire i sintomi.

Forse è arrivato il momento di scegliere la via di mezzo, accettando con estrema umiltà la realtà sia materiale sia spirituale, ricordandoci che non abbiamo la piena conoscenza di tutti i meccanismi della malattia e della salute, né conosciamo in che modo si svolgono i misteriosi intrecci del karma (eh sì, c'è pure lui); come possiamo stabilire che, se una persona non guarisce, è perché non lo vuole o non lo vuole inconsciamente? Oppure perché ha qualcosa di sbagliato "dentro" di sé? Giungere a tali conclusioni limitanti, se pur a volte apparentemente sensate, e spesso solo sulla base di qualche chiacchiera con il "paziente" senza neanche "vedere" il percorso che la vita ha scelto per lui, è un altro modo di fare ideologia. Ideologia significa guardare le cose da un solo punto di vista, significa trarre conclusioni escludendo che esistano altre verità, significa credere di avere la risposta a tutti i dubbi.

Il nostro mondo interiore è profondamente connesso con il nostro mondo esteriore e quindi anche con il nostro stato di salute... ma non possiamo mai dire esattamente in che modo, con quali modalità, e se non vi siano altri fattori di mezzo. Non possiamo dirlo perché siamo umani, siamo limitati, e non conosciamo tutte le leggi che governano l'universo. Esistono maestri illuminati che sono morti nella sofferenza e nella malattia, e persone dallo spirito gretto vissute in perfetta salute. Quindi, per favore, smettiamola con l'usare il mondo interiore come scusa per sezionare e "giustificare" ciò che (apparentemente) non funziona fuori.

Continuiamo pure a esplorare, a metterci in discussione, a dialogare con tutte le parti di noi, compreso il piano psichico, emotivo e spirituale, perché è questo di cui siamo composti: universi in miniatura che interagiscono fra loro su diversi livelli. Tuttavia, per quanto possiamo ritenerci abili nel comprendere le situazioni, ricordiamoci sempre che l'unica autorizzata a dare valutazioni finali, l'unica che conosce veramente tutti i processi che fanno parte del percorso di una persona, la sola ad avere l'ultima parola, è sempre e solo la vita stessa.

Camilla





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dietro le malattie e guarisci mente e corpo
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