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26 ottobre 2014

Mal di gola, zenzero e creatività

Insieme con il primo freddo è arrivato per me anche il mal di gola. Ieri sera mi chiedevo come avrei potuto affrontare la notte con un mal di gola così forte... finché ho avuto un'intuizione.

In realtà, per via intuitiva, non ricevo solo indicazioni di carattere spirituale, ma più spesso suggerimenti di carattere pratico, su come migliorare la salute o risolvere un problema con il pc (uno dei miei "angioletti suggeritori" è molto ferrato con la tecnologia e l'informatica). Sono invece meno intuitiva su questioni riguardanti l'idraulica e il fare soldi (... a ben pensarci mia nonna diceva che gli idraulici guadagnano assai, forse che le due cose siano collegate?).

Dicevo che, ieri sera, con la gola dolorante e senza nessun medicinale in casa, ho avuto un'intuizione per affrontare la notte: usare la radice di zenzero che, qualche giorno fa, avevo acquistato in un negozio biologico.

Mi sono fatta una tisana con immersa una bella fetta di radice di zenzero, il che aiuta sempre con le congestioni e per sciogliere il muco durante le influenze. Poi - e qui viene il bello - ho preparato dei piccoli pezzettini di radice di zenzero, da poter masticare e succhiare durante la notte, nel caso mi fossi svegliata per il dolore alla gola.

Lo zenzero biologico, a differenza di quello che si compra nei comuni supermercati, è molto piccante e bisogna mangiarne in quantità minima e graduale; quando hai la gola infiammata, sul momento ti sembra di andare a fuoco, ma, un istante successivo, hai tutto anestetizzato. E non si tratta solo di un effetto "sintomatico": lo zenzero è di fatto un potente antifiammatorio naturale.

Così, prima di dormire, ne ho mangiato un po'. E quando mi sono svegliata a metà della notte, ho continuato a mangiarne e dopo un paio di minuti ero di nuovo nelle condizioni di poter continuare a dormire. E stamane la mia gola andava già meglio!

Se state dubitando dell'effettiva differenza in termini di qualità tra lo zenzero biologico e quello non biologico, vi invito ad assaggiare entrambi i prodotti e a valutare da voi: la maggior parte delle volte sentirete che il sapore e il gusto sono molto diversi.

Si pensi, inoltre, alla quantità di pesticidi usati nell'agricoltura tradizionale e a metodi quali l'irraggiamento dei cibi che ne penalizza pesantemente le caratteristiche in termini di vitalità (ed energia eterica). Significativo è il video qui sotto, che confronta una patata "normale" con una "biologica". In che senso? Guardate il video e ve ne renderete conto da soli.



(Se il video non si vede, cliccate qui)

Ammetto che quando la mia salute si è fatta precaria, qualche anno fa sono andata in crisi. Ma questo mi ha permesso di affrontare quella pretesa che avevo dentro di me, per la quale una persona "spirituale" e sul "giusto cammino" non può ammalarsi. Dentro mi risuonava una sola domanda: "Come posso fidarmi delle mie intuizioni spirituali, se non riesco a guarire dalle mie malattie?".

In genere, quando siamo sul nostro "giusto cammino", si verifica un afflusso di energia dai piani dell'anima, tale che può portare a diverse guarigioni, sul piano sia emotivo sia fisico. Ma questo non è l'unico modo in cui vanno le cose: niente può veramente garantirci che eviteremo le lezioni legate alla malattia e alla perdita. Ci sono vie che chiedono comunque di essere attraversate, perché recano un tesoro nascosto proprio lì, sotto il fango.

I miei problemi di salute mi hanno insegnato lezioni preziose. Mi hanno insegnato a fidarmi delle sensazioni del corpo, a rispettare la mia verità interiore, a usare la mia energia in modo più corretto, ma anche a onorare la mia gioia, il momento presente, e a ringraziare per tutto quello che c'è, perché nulla, davvero nulla, è scontato.

Oggi, per fortuna, va molto meglio, credo di aver preso la via giusta per guarire su molti livelli, ma c'è stato un momento in cui ho creduto di non farcela. Quello è stato il momento in cui ho capito che non possiamo "controllare" niente... ma possiamo avere fiducia. Fiducia nel fatto che il caso non esiste e che, se stiamo affrontando quell'ostacolo, è perché ci viene data l'opportunità di fare un salto.

Il "salto" che mi riguarda è fatto di "creatività in azione"... è sentire di essere nel processo creativo dell'esistenza, facendo la mia parte in piena fiducia.

E qui torniamo al mal di gola.

Se in questi giorni ne avete come me, chiedetevi quanto siete soddisfatti di come "create" nella vostra vita. A livello simbolico e sincronistico, infatti, la gola è collegata con l'energia creativa; un mal di gola può arrivare facilmente quando ci sentiamo poco "creatori" della nostra realtà. Oppure quando creiamo in un modo che non risuona con il nostro livello di coscienza.

In effetti, la mia anima non è ancora soddisfatta di come "creo" la mia realtà (ma diciamo che ci sto lavorando). Nel contempo, ho smesso di avere aspettative su come debba essere una "salute perfetta", mi curo più del mio "cuore" e mangio pezzettini di zenzero (ottimi anche centrifugati, insieme a pompelmo e carote) :)





19 ottobre 2014

Mens sana in corpore sano

Mens sana in corpore sano è una locuzione latina tratta da un verso di Giovenale, che si può tradurre come "mente sana in corpo sano". L'autore, di fatto, invitava a pregare gli Dei solo per chiedere salute fisica e psichica, e non per assecondare il proprio attaccamento a valori o beni di carattere effimero. 
Mens sana in corpore sano è anche una delle quattro categorie di questo blog, ma la uso pochissimo... Direi che è tempo di rimediare!

Sappiamo che corpo e psiche sono profondamente connessi e si influenzano a vicenda. Prendersi cura del corpo e della propria energia vitale, dunque, è importante quanto curarsi del proprio equilibrio mentale e spirituale.

Negli ultimi due anni, per me, non c’è stato nulla di più trasformativo dell'ascoltare il corpo e le sue esigenze, educandolo a uno stile di vita più adeguato alle sue possibilità.
Ho imparato a mangiare meglio. Ho fatto regolari sedute di Hatha Yoga e passaggiate sotto il sole. Ho anche curato maggiormente il mio aspetto e il senso della bellezza, non per gli altri ma per il piacere di stare con me stessa. Ho allontanato persone che mi provocavano disagio e chiusura. Ho imparato a rispettare di più i miei “no” e i miei “sì”. E e ho imparato a non dare giustificazione delle mie scelte (mi basta quello che sente la "pancia"). Ho imparato anche a tenere casa in ordine e a renderla accogliente...

Nulla di trascendentale, dunque, ma “banale” impegno quotidiano nell'ascoltare-scoprire-assecondare-educare le mie energie e nel tenere ordinati luoghi interiori ed esteriori, al di là di ogni paura, disfattismo, caduta.

Proprio quando meno me lo aspettavo, tutto questo mi ha dato (e mi sta dando) un nuovo impulso spirituale, annaffiando la mia creatività, aprendo nuove vie, nuove guarigioni, e rendendomi più capace di lasciar andare tutto ciò che non è essenziale. Ho toccato con mano in che modo il piano fisico influenza il mio rapporto con il piano spirituale.

In effetti, la coscienza è maggiormente sensibile alle azioni perseveranti più che a ogni altra cosa, e le mie azioni hanno trasmesso alla mia anima il sapore della presenza, la ricerca attiva dell’equilibrio, la pazienza, il rispetto della mia verità, la cura dei miei "strumenti". 
Hanno trasmesso che non solo “desidero” tutto questo per me, ma che sono pronta a viverlo. 
Certo, c’è ancora molto che posso fare-scoprire-inventare-assaporare, ma l’importante è stato incamminarsi sul percorso, fare passi concreti.

Il corpo è lo strumento sacro con cui l'anima compie la sua opera nella "realtà", ed è suo diretto messaggero (…) Se è vero che l'anima influenza il corpo, è anche vero il contrario: il corpo influenza il modo in cui percepiamo i segnali dai mondi invisibili (...)

Per favore, abbiate cura del vostro corpo. Abbiate cura delle sue esigenze, dei luoghi in cui vive, delle sensazioni di cui si fa portavoce. Uno stile di vita equilibrato (e ognuno naturalmente ha il proprio personale "equilibrio" ed è bene che lo scopra il prima possibile), in sintonia con ciò che vi fa stare bene, è connesso con la vostra spiritualità più di quanto immaginiate.

Dunque vi rimando ai prossimi post, dove, tra messaggi spirituali, intuizioni animiche e scoperte dei mondi interiori, condividerò anche consigli "pratici" relativi al piano "corporale" :)
A presto!





12 ottobre 2014

Agire

Conosco persone con diversi problemi (salute, denaro, altro...) che vivono nell'attesa di un miracolo. Sentono che quello che potrebbero fare non sarà mai sufficiente a sistemare ogni cosa, quindi neanche ci provano. Piuttosto, passano la giornata davanti alla tv, ai videogiochi, al frigo... Buttano via la propria vita. Tale è la sfiducia nell'universo, tale è la disistima verso se stesse, tale è il programma mentale che hanno assorbito!
In testa hanno sempre quel disco: "non sono un vincente, pieno di soldi e amato da tutti, quindi non valgo niente", "o c'è qualcuno che mi dà sicurezza economica ed emotiva, o non ce la faccio" e così via.

Quando rinunci a te stesso, ogni scusa è buona per rinunciare a ciò che puoi fare.
Non sei "bravo con le relazioni", allora continui a isolarti e a lamentarti di non avere amici.
Non sei "portato per la contabilità", allora continui a non occuparti dei tuoi conti.
Non hai un "metabolismo veloce", allora continui a trangugiare panini perché "tanto sono fatto così".

Chi è nato prima: il problema o colui che rinuncia a se stesso "grazie" al problema? 
Questa domanda viene spontanea quando, di fronte alla necessità di cambiare, si giustifica la propria immobilità.

Eppure, di fronte a certi limiti, c'è chi non si ferma, si reinventa, anche se è tornato indietro, se è precipitato, se non è più quello di prima. Altro che dirsi "tanto non cambia niente", "oramai sono finito", "ci vuole un miracolo". C'è chi riparte da se stesso, chi fa quello che può, anche se è pochissimo, anche se è un granello di sabbia, un passo soltanto. Ma passo dopo passo, percorre chilometri...

Questione di volontà? Forse, Ma non solo. Questione di amore, per la vita, per se stessi. Questione di "fede attiva", che non prega per un miracolo, ma per ricevere la forza di superare gli ostacoli, nella certezza che in questo modo si è condotti verso mete più grandi, più vicine all'anima.





Non hai bisogno di soldi, di aiuti "esterni", di miracoli per risolvere i tuoi problemi. Hai bisogno di te stesso.
Se tu non ci sei per te, niente può aiutarti.
Se butti via il tuo tempo, la tua energia, il tuo accorgerti, il tuo vibrare, niente può "salvarti". Neanche, e meno che mai, un miracolo. Sì, perché i miracoli esistono, ma raramente accadono a coloro che si lasciano andare.
Quando tu non fai quello che puoi, perché mai l'universo dovrebbe fare per te quello che può?

Per quanto piccola, insignificante o breve sembri l'azione che puoi fare oggi, per quanto non ti dia soddisfazione o sicurezza, per quanto ti sembri una goccia in mezzo all'oceano, tu puoi comunque metterla in essere, agirla.

Non badare a chi dice che "bisogna essere" e non "fare"... In realtà, quando smettiamo di "agire", ci intossichiamo di pensieri e credenze, facendo ristagnare l'energia nel campo mentale, bloccata dal poter fluire attraverso la materia.

Dal profondo del tuo cuore, chiediti sempre: "Cosa posso fare?"
Non importa se sei sfiduciato e nella confusione, otterrai sempre una risposta a questa domanda, perché c'è sempre qualcosa che è alla portata del tuo agire, qualunque siano le condizioni del momento. Qualcosa che accresce il tuo avanzare, il tuo stare bene, il tuo esserci.
In genere la mente e l'ego non sanno apprezzarlo, anzi lo avvertono come faticoso, inutile. Per questo è bene ascoltare la risposta con i sensi interiori, mettendo da parte i condizionamenti emotivi.

Fare una passeggiata. Mettere a posto i conti. Mangiare più sano. Vestirti e lavarti. Ascoltare storie di chi ce l'ha fatta. Leggere libri che ti ispirano. Inventarti un lavoro che rispetta i tuoi talenti. Frequentare un corso su un tema che ti sta a cuore. Studiare una lingua. Accettare di non poter controllare ogni cosa. Mettere a posto la cantina, o il cassetto. Coltivare la fiducia e la gratitudine. Tenere la casa in ordine. Occuparti di un giardino. Lasciar andare chi non vuole restare. Chiedere aiuto, senza la pretesa di ottenerlo. Cercare nuovi amici. Informarti su chi e come ha superato i tuoi stessi problemi. Instaurare un dialogo costruttivo con te stesso. Abbracciare. Abbracciarti. Donare un sorriso a chi ne ha bisogno. Allontanare dalla tua vita persone tossiche. Organizzare i tuoi obiettivi. Ringraziare per essere vivo...

Aspettati di sentire un cambiamento dentro di te. Fare quello che puoi e farlo ogni giorno, infatti, richiama l'attenzione dell'anima, la quale poco si cura degli atti eroici occasionali, ma ben si desta quando, attraverso le piccole cose del quotidiano, una persona si riappropria di se stessa.

Sai una cosa? Quando fai quello che puoi, a un certo punto cominci a vedere quello che prima non riuscivi neanche a scorgere. Accade sempre così: quando cammini verso l'orizzonte, i confini del visibile si ampliano e ti accorgi di nuove possibilità.
Insomma, se all'inizio quello che potevi fare ti sembrava "inutile", scoprirai che si tratta dell'accesso a vie ulteriori... Pensa se non fossi passato all'azione!





5 ottobre 2014

Indignazione

Di fronte alle ingiustizie, agli ostacoli della vita, alle guerre, alle scie chimiche... come non indignarsi? Giusto?

... Attenzione! Se ti indigni, ti fai del male!

L'indignazione è un veleno, e a meno che tu non voglia intossicarti, è bene starne alla larga.

Ogni volta che ti indigni, agisci una contrazione nel tuo campo energetico, una chiusura che ti allontana dalla fiducia e dal fluire con la vita, e questo ti rende più debole, oltre che più cieco ai miracoli e alle soluzioni.

Inoltre, l'indignazione (anche se "motivata"), va ad alimentare la forma pensiero collettiva del giudizio, che quindi prenderà forza anche "grazie" a te.

Benedici quello che vedi e che vorresti cambiare.
Non permettergli di innescare in te una contrazione.
"Io ti benedico e non ti giudico".

Poi, chiediti: "Cosa posso fare per cambiare o migliorare questa situazione? Come e dove posso agire?"... affinché al buio dell'impotenza si sostituisca la luce di una coscienza che si espande.




2 ottobre 2014

Prospettive

Lo so, è tanto tempo che non mi occupo del blog. In questo periodo ho scritto sul diario, sui fogli in giro per casa, sui quaderni sparsi in borsa ogni volta che mi ha raggiunto un'intuizione. Ma ho tenuto tutto "per me". E sapete una cosa? Non mi ha fatto stare molto bene. Invece, quando condivido alcuni dei miei pensieri, sentendo di poter ispirare altre persone, vengo ripagata da un maggior senso di soddisfazione, di pienezza, di forza.

Da qualche parte nell'anima, si accende una gioia sottile e nutriente ogniqualvolta coltiviamo i nostri talenti e li condividiamo con gli altri. 
Non sono esclusa da questa Legge.

A me piace scrivere e tradurre in parole concetti non sempre semplici ma che aiutano ad ampliare i punti di vista sulla realtà e i suoi meccanismi occulti, almeno per quello che è il mio sentire e la mia esperienza. Ho così tanto ancora da scoprire e da risolvere, che a volte mi sento sopraffatta da questa vastità e allora "sparisco", mi ritraggo, poiché avverto la necessità di creare o di scegliere prima di tutto una sintesi, un sistema che io possa condividere in modo chiaro e definitivo.

Tuttavia, la vita è un processo dinamico infinito, in continua evoluzione; insomma, non esiste "conclusione" alla quale mi sia mai "fermata", non esiste identità, certezza, scuola di pensiero, stile di vita, credenza... che io non abbia in qualche modo superato, integrato, ampliato, rivoluzionato! Tale è la velocità del "cambiamento", che non mi riconosco nei diari e nelle foto di soli pochi anni addietro, a volte mesi. (Figuriamoci nei post del blog!)

Se aspettassi di avere il quadro chiaro e definito per sentirmi autorizzata a condividere i miei pensieri, potrei aspettare una vita intera; perché non arriverebbe mai. Ecco, dunque, ho deciso: continuerò a mostrarvi i "colori" mentre li uso, mentre creo, scopro e modifico il "quadro"! Se poi, in questo universo di possibilità, saprò suggerire prospettive, intensità di vedute, vie nelle quali ficcanasare a chi è a digiuno di esplorazioni, ne sarò felice.

Il paesaggio cambia, cambiano le forme e i colori, posso accettarlo.
Ed è bello sapere che il paesaggio più sorprendente siamo noi stessi, la nostra consapevolezza che cresce, il nostro amore che si fa più grande. Non esiste quadro che possa rappresentarlo.