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28 febbraio 2014

La ruota delle reincarnazioni

Il concetto di reincarnazione mi ha sempre affascinato, inoltre esso può spiegare moltissime questioni, per esempio i talenti manifesti fin dalla tenera età, o quella sensazione - a volte fortissima - di conoscere già luoghi e persone mai incontrati prima. In ogni caso, per me è sempre stato facile intuire come questa non fosse l'unica vita, l'unico piano di esistenza; per non parlare di tutte quelle volte (numerosissime) in cui ho avuto la sensazione di vivere più vite nel corso di una stessa...

In genere, si pensa alla reincarnazione come a una serie di vite che accadono l'una dietro l'altra. Le dottrine esoteriche spiegano che la reincarnazione è il mezzo attraverso cui la coscienza può crescere; in sostanza, l'uomo ha bisogno di attraversare diverse esistenze per imparare a mettere la propria personalità al servizio dell'anima. Tutto accade, quindi, attraverso un andamento sequenziale, un percorso lungo la "ruota del tempo", che chiede di aspettare centinaia di anni, forse millenni...!
Oggi so che questa descrizione è allo stesso tempo vera e non vera: tutto dipende da quale punto di vista si guarda... ma procediamo per gradi.

Quella della "ruota del tempo" è un'immagine bellissima... e anche perfetta per il tassello che mi accingo a inserire. Le incarnazioni, infatti, sono da sempre simboleggiate da una ruota, per questo si parla anche di "ruota delle reincarnazioni". Ed è qui che voglio portare la tua attenzione, caro navigante di Spiritualità Quotidiana.

Prima di continuare, devo aprire una breve parentesi sulle "dimensioni", affinché ti sia chiaro come, ampliando la tua consapevolezza da una dimensione a un'altra, la tua esperienza possa modificarsi drasticamente.

Pensa a un rappresentante della seconda dimensione, per esempio a un foglio di carta. Dal punto di vista del foglio, la realtà è misurabile solo in termini di superficie, e qualora dovesse incontrare un oggetto tridimensionale, non saprebbe vederlo.

Mettiamo che il foglio si intersechi con una ciambella (che è un oggetto tridimensionale). Guardando a ciò che accade, esso noterebbe solo due cerchi, reputandoli due fenomeni distinti nello spazio e nel tempo... ma chiunque guardasse lo stesso fenomeno dal punto di vista della terza dimensione, vedrebbe che in realtà si tratta di un unico oggetto: una ciambella, appunto!

L'immagine qui sotto (ottenuta attraverso avanzati strumenti di grafica computerizzata), può aiutare a comprendere l'idea:


Cambiando la prospettiva dimensionale, dunque, cambia totalmente l'esperienza percepita.

Parlando dei piani spirituali e in particolare dell'anima, essa vive in una dimensione superiore, dove il tempo e lo spazio sono trascesi... Se sei un praticante di meditazione, hai certamente familiarità con la sensazione di non-tempo e di unione con il tutto, che spesso si verifica durante tale pratica. Questo accade perché in quei momenti sei più vicino, come consapevolezza, al piano dell'anima.

Domanda: com'è possibile, allora, che abitando in una dimensione dove il tempo è trasceso, l'anima "viaggi" attraverso varie incarnazioni, una dietro l'altra, cioè usando il tempo stesso?

(Hai già capito dove voglio arrivare?)

Per quanto riguarda la singola incarnazione, certamente questa si verifica mediante il tempo. Per il piccolo-io incarnato, il tempo esiste così come esiste lo spazio: andare da Roma a Milano richiede del tempo, che cambierà in base al mezzo usato, ma in ogni caso si tratta di due luoghi diversi (nella nostra dimensione) e quindi per andare dall'uno verso l'altro ci muoveremo temporalmente.

Per l'anima, invece, per la quale non esiste né spazio né tempo poiché ogni cosa è Uno, non ha senso parlare di entrare e uscire da un'incarnazione all'altra, perché per lei significherebbe muoversi proprio nel tempo (ossia sarebbe come non vedere la ciambella intera, ma solo i due cerchi)...

Sto dicendo che la reincarnazione dell'anima non esiste? Non proprio... Sto solo sottolineando che essa si svolge su un piano "privo di tempo"!

Ancora non riesci a vedere il quadro? Tranquillo! Esiste uno schema che ti mostra facilmente questo concetto. In realtà lo hai sempre avuto sotto il naso, ed è proprio l'immagine simbolica della ruota delle reincarnazioni di cui facevamo cenno prima.


Abbiamo detto che, dal punto di vista animico, un punto di vista che appartiene a una dimensione superiore, non esiste distanza spaziale né temporale, ma tutto è istantaneamente. Tenendo ciò presente, significa che, quando guardi alla ruota delle incarnazioni, ti accorgi che ogni raggio cioè ogni incarnazione accade nello stesso istante!

Questo concetto per la mente non è semplice, poiché la mente abita nello spazio-tempo tridimensionale e quindi può solo "capire". Ora invece, per stare dietro a quello che ti sto rivelando, devi usare l'intuizione. L'intuizione, il pensiero astratto, è la facoltà che ci collega con la mente superiore altrimenti detta "anima"... Molla il controllo, ascolta col cuore!

Riprendiamo l'immagine della ruota.
Attraverso ciascuno dei raggi, l'anima immerge una parte di sé nella dimensione materiale (quindi in una realtà con minori dimensioni rispetto alla sua). Ciascun "raggio" fa esperienza di una "nota", di una qualità che si ha bisogno di assorbire, di rendere armonica. Ma tutte le esperienze accadono simultaneamente: non può essere diversamente!

Quando un bambino nasce già con un talento, egli sta usando una qualità che, osservata dal piccolo-io incarnato, ha "già" coltivato in una vita passata; ma per l'anima questa "vita passata" sta accadendo istantaneamente (per l'anima esiste solo l'eterno, cioè "atemporale", presente).
Allo stesso modo, ciò che il bambino apprenderà in questa vita, a sua volta se lo ritroverà già acquisito in una "vita futura" che, anch'essa, si sta svolgendo istantaneamente.

Il fatto che le incarnazioni siano istantanee (oltre a fornirci materiale per farci un paio di seghe mentali non indifferenti) ci permette di intuire come ogni cosa sia collegata...
Ciò spiega, per esempio, perché certi sensitivi vedano gli eventi del futuro: non in quanto già scritti, piuttosto in quanto già esistenti.
E spiega anche perché la previsione di un buon medium può fallire: non perché egli abbia errato nella sua percezione, ma perché il "futuro" nel frattempo si è modificato...

Non si pensi, infatti, a ciascuna vita (ciascun raggio della ruota) come a qualcosa di stabile e ben definito: in realtà, a ogni istante, la ruota, e i suoi raggi, può modificarsi.
Ciò che la coscienza ha pienamente acquisito non ha più bisogno di essere proiettato ossia esperienziato nella materia e quindi può addirittura "scomparire" dal presente, dal passato e dal futuro, cioè dalle varie vite (in altre occasioni avrei detto che, semplicemente, siamo saltati su una diversa linea temporale)...

Questo tipo di nozione ci dà la chiave per comprendere anche il funzionamento dei traumi. I traumi sono aggregati di energia che sono sempre vivi nell'oggi. Anche se accesi da un evento del "passato", essi agiscono nell'oggi. Ma quando nell'oggi tu riesci a scioglierli, allora automaticamente sono sciolti nel passato (se ne può addirittura perdere memoria) e così nel futuro (dove non influenzano più le nostre scelte). Questo significa che non esiste un trauma che non possa essere superato, ma anche che, nel momento in cui lo superi, in un certo senso è come se non fosse mai esistito...

Quando ho raccontato di questi argomenti a un'amica, mi ha risposto che l'entità angelica Metatron afferma le stesse cose; io non so chi sia Metatron e quindi mi scuso se ho ripetuto i suoi concetti che, quindi, non sono nuovi. Anzi, vi do per certo che non lo siano. Basta una semplice ricerca per imbattersi nel materiale online di Rocco Bruno dove il ricercatore accenna alla contemporaneità delle incarnazioni, oppure nei libri della medium Barbara Amadori dove le sue guide affermano che la reincarnazione non esiste ma esistono semmai esperienze su altre dimensioni (e a me un po' risuona con il concetto di "vite istantanee"). Anche Brian Weiss, se non erro, ha dichiarato che, nelle sue ricerche ipnotiche, si è imbattuto nelle "vite future" dei suoi pazienti. Lo stesso Corrado Malanga ha parlato dell'istantaneità di ogni cosa, coinvolgendo la fisica quantistica... E chissà quanti altri hanno già rivelato tutto questo!
Non esistono informazioni nuove, esistono solo informazioni che ci raggiungono quando siamo pronti a riceverle!

Eccoci arrivati alla conclusione di questo post, ma prima di chiudere voglio lasciarti un ultimo tassello che ti svela come (intra)vedere le altre tue vite.

Il punto è semplice: puoi accorgerti di altre tue vite attraverso ciò che il piccolo-io incarnato chiama "gli altri". Gli altri sono la proiezione di altre tue vite... cioè di altre tue parti di coscienza (o almeno, questo è ciò che mi è stato rivelato e che risuona con la mia verità interiore, quindi prendilo così come tutto il resto: con infinita leggerezza!).

Gli altri sono te in altre tue vite. Quelle dove magari la tua ombra agisce allo scoperto. O quelle dove la tua luce ha il coraggio di mostrarsi... Da colui che ti sta simpatico o di cui ti innamori, a colui che ti crea problemi e ostacoli... Tutti sono "proiezioni di te"...

Hai mai sentito parlare alcuni maestri sul karma, di come in una vita, per esempio, ti trovi a fare il persecutore e, in quella successiva, la vittima? In una vita fai un ruolo, e in quella dopo ti ritrovi a fare il ruolo opposto... Ora possiamo completare questo quadro: tu stai già ricoprendo tutti questi ruoli, nello stesso istante. E lo stai facendo attraverso gli altri. Solo che, sul piano sotto-dimensionale del piccolo-io, vedi gli altri diversi da te e non ti accorgi che sono gli altri-tuoi-piccoli-io...

Ricapitolando, abbiamo detto che la ruota e i suoi raggi-vite non sono statici, ma che istante dopo istante possono manifestarsi in stati differenti in base alla coscienza dell'anima, e che l'anima orchestra ogni cosa da un piano atemporale e non-locale, quindi per lei tutti gli stati sono esistenti, in un unico punto, in un unico istante...

In poche parole tutto questo significa che dentro ogni parte trovi il tutto, e dentro una vita trovi tutte le vite...







9 febbraio 2014

Preghiera

Un amico mi ha detto che non sa pregare e che invidia il fatto che io "sappia" farlo. Quando mi ha chiesto "istruzioni", sul momento sono rimasta un po' basita, perché per me si tratta di qualcosa che semplicemente accade; un po' come se qualcuno mi avesse chiesto "Insegnami a digerire quello che mangio...".

Nella mia testa non esiste la possibilità di non pregare: l'ho sempre fatto, forse anche prima di iniziare a parlare... Da bambina non sapevo che quello che facevo fosse pregare: mi avvicinavo a un albero e mi sentivo grata per la sua presenza.
Oppure guardavo le stelle e sentivo di ricevere come un istantaneo supporto a livello del cuore.
Non ricordo quando Gesù mi venne "raccontato" per la prima volta, ma ricordo che nei miei territori interiori parlavo spesso con il Cristo. A Lui, come agli alberi e alle stelle, non ho mai chiesto niente. Non mi veniva in mente che avrei potuto chiedere qualcosa; semplicemente cercavo un contatto e mi sentivo grata per quella interazione.

Il mio pregare non è cambiato molto da allora, perché in essenza si tratta proprio di questo: un momento di contatto e di grazia con qualcosa che è sottile, invisibile, immutabile, e che pure è radicato in questo mondo, nelle sue forme, nelle sue vie.

Oggi, contattare il Cristo significa per me contattare un'energia guerriera, il cui amore è fatto di spade che tagliano rami secchi e marci. Quando sento questa energia, dunque, ho la sensazione che non abbia niente a che fare con la figura di cui parlano le religioni e le altre persone.
Quanto alle stelle, a volte ho la sensazione di essere in vita solo grazie a loro e per loro volere; poterle osservare è per me fonte di gioia indicibile.
Il mio rapporto con gli alberi si è anch'esso intensificato. Mi accorgo di loro, dei loro messaggi, in continuazione. Sono un infinito di mistero, sono sapienza divenuta bellezza, sono amore, infinito amore.

Pregare con un albero è semplice e intenso.
Fai un giro al parco e scegli un albero che ti ispira una buona sensazione: armonia, bellezza, accoglienza... qualunque sensazione positiva. Siediti accanto al suo tronco e osserva la sua grandezza, il suo crescere a dispetto di qualunque cosa accada. Rivolgigli la parola "Grazie". E poi specifica il tuo essere grato: "Grazie, albero, per essere così saldo sulle tue radici, e così pieno di vitalità da ergerti verso il cielo. Grazie, albero, per le tue foglie, per la tua ombra, per il tuo esserci senza giudizio. Grazie, albero, per essere così pieno di mistero eppure così reale". E lascia che ogni cosa, fra te e lui, sia.

Ecco, questo è preghiera: esserci con l'essenza e sentirsi grati per questa possibilità.

Molte persone credono che pregare sia chiedere qualcosa, soprattutto nei momenti di necessità.
Non c'è nulla di male nel chiedere, ma non è pregare. E, soprattutto quando si chiede da uno stato di "bisogno", è anche molto poco efficace.
Ringraziare per ogni accorgersi, invece, per ogni esserci, anche se in modo inspiegabile, è qualcosa che attiva insperati coraggi e nuove visuali.

Sii disposto ad accogliere ciò che va oltre quel che appare; fidati dell'irrazionale, dell'intangibile, dei territori misterici che l'educazione ha tagliato via dalla tua "realtà". Fidati dell'invisibile che colma il tuo spirito.

Il "lato invisibile" della vita è tale fino a quando non lo accogli nelle tue possibilità interiori: quando ti accorgi di esso, quando accetti di esserne parte, si trasforma in preghiera.





2 febbraio 2014

Innamoramento

Quante volte ci siamo innamorati di qualcuno... e quante volte abbiamo scoperto che eravamo "invaghiti" della maschera che costui ci presentava e non del suo vero volto? Sia che la maschera fosse stata indossata con premeditazione, sia con "buona volontà", in ogni caso alla fine abbiamo dovuto prendere atto che la realtà aveva un sapore decisamente più amaro...

Quando parlo di innamoramento, non mi riferisco all'amore, ma proprio a quella sensazione che ti fa sognare a occhi aperti, che ti fa pensare in continuazione all'oggetto del tuo "cuore", e che ti dà una incredibile forza e vitalità, al punto che potresti né dormire né mangiare.

L'innamoramento è una vera e propria droga, tale che alcuni cercano di assumerne in continuazione, e in questo fuggono dall'amore e dalla sua realtà, precipitando negli intricati burroni del mondo delle maschere. Non è tanto diverso da certe altre dipendenze, come quelle dal cibo o dai videogiochi: ci dà un apparente sollievo immediato e noi tendiamo a ricercarlo in modo compulsivo.

Caro navigante che mi leggi, occorre che tu prenda coscienza di due fattori molto importanti.

Primo fattore: l'innamoramento non è causato dall'altro, dall'esterno, ma solo da te stesso.

Lo so, la maggior parte delle volte ti sembra che non sia così, che non sia tu a decidere/creare/scegliere un bel niente, ma che il colpo di fulmine accada e basta.
Ma questa è solo la superficie. Se scavi un po' più in profondità, scoprirai ben altro...

A ben scavare, infatti, ti accorgerai che in te c'è un bisogno di fusione, di unione.
Questo bisogno è naturale, perché la ferita della separazione - e il conseguente desiderio di guarirla - è una ferita archetipica, che riguarda non solo genitori e figli, e coppie di amanti, ma la stessa umanità nei confronti della realtà in cui vive e che sente separata da sé.

Quando incontri ciò che sembra soddisfare il tuo bisogno di sentirti unito con l'altro (e spesse volte è un processo totalmente inconscio), ecco che scatta l'innamoramento. Si tratta, dunque, di qualcosa che dipende da te, dipende da quanto e da come il tuo bisogno di fusione è impiantato dentro di te.
E quando accade... cominci a sentirti meglio, a respirare euforia... e non importa se l'economia crolla, sul lavoro ti insultano o qualcuno ti fa un'ingiustizia, tu cominci a vivere in un'altra dimensione e tutto il resto diventa insignificante.

Fai un piccolo esperimento: comincia a occuparti di te, impara ad amarti, a essere te stesso la forza e l'energia che vai cercando nel mondo per completarti. Accadrà che certe persone (o tipologie di persone) di cui prima ti innamoravi, ora non ti fanno più alcun effetto. Il punto è che tu sarai cambiato, quindi è cambiato il tuo innamorarti... Lo vedi? Sei tu a dirigere la freccia di Cupido!

Secondo fattore: l'innamoramento non basta per sapere se una persona è adatta a te, anzi può essere fuorviante.

Accade non di rado che ti innamori proprio di chi non puoi amare e/o non può amarti... perdendoti appresso a persone che, alla fine dei conti, sono le meno adatte per progettare un futuro, e talvolta anche un presente!
Come mai?
Uno psicologo, riprendendo le tematiche prima accennate, direbbe che stai cercando di risolvere una ferita rimasta aperta (quella della separazione) e che quindi inconsciamente cerchi e ripeti il "dramma" per imparare a superarlo.

Uhm, ok, allora come si supera?
Sapere non basta; bisogna passare all'azione. E qui torniamo all'esperimento accennato prima: occupati di te, sii presente per te, sostieni e coltiva te! Riempi da te e in te quell'antica ferita ancestrale!
Questo processo, chiaramente, è dinamico e in continua evoluzione, ma è l'unico che purificherà il tuo innamorarti.

Il bisogno di fusione non può essere soddisfatto dall'altro. Sarebbe come ammettere che l'esterno ti porta completezza, cioè che esiste un esterno da cui "dipendere" per essere felici! E l'anima ben lo sa! Dunque essa cospira affinché tu ti accorga che l'altro è solo un mezzo, solo uno specchio, e non certo la soluzione al tuo problema della separazione!

Questo specchio ti invita a guardare dentro te stesso per trovare quella parte che hai difficoltà ad accettare, ad amare o semplicemente a riconoscere come tua. Quando l'avrai accettata e integrata (sì, ancora una volta, occorre unirsi dentro di sé!) allora smetterai di innamorarti dell'altro fuori di te, di ciò che sembra diverso e necessario per farti sentire completo.
Sentirai di essere già completo dentro di te, quindi già "innamorato", e finalmente sarai libero di amare... e nessuna maschera potrà crearti illusione o delusione.

Ma finché questo non accade, devi stare molto accorto, se ti "parte" l'innamoramento per qualcuno. Certo, vivi pure l'esperienza e godine sino in fondo, ma non prendere nessuna decisione importante o rilevante sino a quando l'innamoramento non sia passato, o perlomeno non abbia affrontato il vaglio del tempo.

Abbi la coscienza che stai vivendo in uno stato alterato. Durante l'innamoramento sei letteralmente drogato dalla sensazione di fusione, dall'illusione di aver trovato una persona che ti completa. Ma questo non potrà durare a lungo, e sarà la tua stessa anima a cercare modi per rompere l'incantesimo (anche spingendoti a innamorarti proprio della persona "sbagliata"), perché non c'è nulla di evolutivo nel credere che ci sia un altro a completarci, a salvarci, a farci sentire speciali.

Caro navigante, non voglio confonderti, né allontanarti dalle delizie dell'innamoramento, ma solo farti capire che esistono delizie ancora più grandi: quelle che puoi provare attraverso la tua stessa anima quando apri gli occhi e scopri che nulla è separato da te. A quel punto non sai che fartene dell'innamoramento, delle dosi che stordiscono e alterano la visione, della sua pretesa di prendere e di possedere.

Ma nel frattempo occorre che tu sia sveglio e riconosca gli strumenti usati dall'universo per farti avanzare, senza scambiarli per la meta...
La meta è dentro di te, da nessun altra parte.