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15 maggio 2012

Responsabiltà

L'Italia è una nazione giovane, che ancora deve imparare a essere unita. Chi nasce in Italia spesso ha come "compito animico" quello di lavorare sull'unità (a ogni livello). L'anima degli italiani, infatti, è collegata con l'anima del Bel Paese.

L'unità si sviluppa prima di tutto dentro di noi: restando saldi di fronte a qualunque situazione e sviluppando un senso di responsabilità.

Il primo requisito richiesto all'aspirante spirituale non è l'amore, ma la responsabilità - come mi ha ricordato la mia insegnante (la guaritrice Umberta Favre). Senza responsabilità, infatti, non è possibile creare nessuna base, nessuna costruzione.

La responsabilità si impara, ed è strettamente connessa alla presenza. Nello stato di non-presenza la responsabilità perde forza e lascia il terreno alle forze involutive.

Il primo vero atto di responsabilità è l'educazione di se stessi.
Educare non significa andare contro, ma offrire in sacrificio la nostra energia focalizzata per ottenere in cambio un ampliamento della coscienza, e quindi una maggiore capacità di servire il piano dell'anima.

Educare se stessi è l'atto più rivoluzionario e generatore di nuove realtà che si possa intraprendere. 






12 maggio 2012

Il potere di Adesso


Quando un'emozione negativa ci assale, possiamo restare morbidi al suo attacco. Apriamole le braccia, senza criticarla, senza pensare a chi, come o per cosa essa è stata creata. Ora essa è: stiamo con lei. Non opponiamoci, non proviamo paura del suo impeto. Stiamo con lei, qui e ora.

Non importa se accade per qualcosa o per qualcuno che ci ha fatto del male; l'emozione vive in noi e quindi ne siamo responsabili, essendo in noi generata.

Tutto quello che dobbiamo fare è stare nell'adesso, e in questo spazio-tempo permettere all'emozione di esistere. Senza reprimerla, senza gonfiarla, senza giudicarla.

Il giudizio è un'energia che toglie la vita, è un fare paragoni con il passato o con un futuro che non c'è ancora. Il giudizio separa, divide a metà, rende ogni cosa più piccola e più povera.
Ecco che giudicando le emozioni in realtà le aggrediamo, allora esse si ribellano e intensificano i loro attacchi.

Le emozioni, infatti, ci travolgono poiché da qualche parte, dentro di noi, le abbiamo giudicate, ci siamo opposti a esse. Quando, invece, le accogliamo con fluida attenzione, permettendo loro di esistere così come sono, allora qualcosa comincia a trasformarsi: il corpo di dolore molla la presa.

L'umanità, con i suoi pensieri e con la sua emotività, ha costruito un campo di giudizio che ora avvolge il Pianeta e nel quale siamo tutti immersi. Non è facile, quindi, esercitare il non-giudizio. Tuttavia è possibile... è una questione di intento e di allenamento.
Inoltre, più accoglieremo gli altri senza giudicarli, accettando il momento presente, più riusciremo a fare altrettanto con le nostre emozioni, perché ciò che facciamo agli altri lo facciamo a noi stessi.

Il potere di Adesso appartiene a tutti noi. Dobbiamo solo imparare a usarlo.

C.






Letture sul tema:

          

Il Potere di Adesso, Eckhart Tolle
Un Nuovo Mondo, Eckhart Tolle
Il Potere di Adesso - Carte per meditazione, Eckhart Tolle


Il Blog di Carlotta Brucco, in sintonia con gli argomenti proposti:
http://www.nonsoloanima.tv/carlottabrucco/