Iscriviti per ricevere i nuovi post via email

6 luglio 2011

92. Morale ed etica

Morale ed etica: sembrano la stessa cosa ma non lo sono. C'è una differenza sostanziale di cui è necessario accorgersi. 

La via morale è sempre accompagnata da una qualità di giudizio verso ciò che essa non approva. In un certo senso è dualistica, nutre e si nutre di paura e di lotta. Essa appartiene, in genere, a un preciso contesto epocale, sociale e culturale. Per fare degli esempi, si pensi alla morale cattolica, o al fatto che in alcuni stati avere più mogli è immorale e in altri no. Si tratta di un sistema di regole costruito dalla personalità umana.

 L'etica è una visione di comprensione, e quindi di non giudizio. Una persona etica fa le sue scelte, ma non giudica chi non fa come lei. Se vuole cambiare le cose, propone ed è di esempio, cercando di stimolare il punto della coscienza. Non giudica, semmai valuta. Semplicemente, si accorge dei limiti che imprigionano mente e cuore... e agisce su di essi.

La via etica può non coincidere con quella morale, essendo spesso lucida, diretta, vera nel senso più profondo del termine. E' una visione dettata dall'anima. Buddha o il Cristo, ad esempio, erano etici, non certo morali, e la verità delle loro parole trascende i confini di spazio e tempo. Mentre le impalcature religiose costruite intorno a essi, si sono fatte portatrici di valori morali.  Oppure, si pensi a Giordano Bruno,  così etico e allo stesso tempo così "sbagliato" in base alla morale del suo tempo.

Come distinguere l'etica dalla morale? Non sempre è semplice. Chi ha un certo contatto con l'anima, istintivamente tende a seguire l'etica e a trascendere i limiti della morale. Perché il suo scopo è liberare l'energia del cuore , e non di imprigionarla con regole dettate dalla paura o dal bisogno del controllo, quest'ultimo in genere alla base della morale stessa.

Comunque, la "qualità" di una via ci dà preziose informazioni su di essa. Se è una qualità non-duale, che non rinforza lo schema illusorio della personalità egoistica, che aiuta a liberare l'essenza dell'individuo, a renderlo integro e vero, probabilmente avrà una valenza etica.

Va anche detto che la via morale non è da condannare a priori. Quando la coscienza dell'uomo è assopita o minima, essa fornisce una base per contenere i danni della personalità egoistica e fornirgli un terreno per il suo sviluppo futuro.

Conosco un'altra definizione di etica, come spiegata da Francesco Varetto:  L'etica è la "scienza dei doveri". E fra i doveri, vi è quello di...amare!
L'amore non conosce diritti ma solo doveri, afferma Varetto. Doveri che, però, non possono essere imposti ma solo riconosciuti nella propria coscienza. Come? Attraverso l'educazione. Ci si può educare a riconoscere i valori dell'anima, per poi portarli nell'esperienza, cosa che a sua volta genere ulteriore coscienza.

E più
si è allineati con l'anima, più si sente il "dovere" di comportarsi in base ai suoi "valori", che sono sempre di fratellanza, collaborazione, crescita. Le anime, sul loro livello, infatti, non sentono separazione l'una dall'altra. A livello di anima, riconoscersi come parte di un'unica umanità, è ovvio. Inoltre, nel seguire i propri doveri, l'anima prova gioia e senso di realizzazione.

Mi rendo conto che l'argomento è complesso e presenta numerosi punti di vista. Quello che mi preme, al momento, è far accorgere che esiste una differenza fra morale ed etica. A volte si sente un certo rifiuto verso alcune religioni o istituzioni perché in realtà non se ne accetta la morale; questo induce a chiudere gli occhi su tutto, quando magari esiste un corpo etico che ne rappresenta le fondamenta e dal quale, invece, si potrebbe trarre profondo insegnamento.

Occorre fare attenzione, quindi, ad attingere sempre al "cuore" delle situazioni. Il che è certamente un modo per allenarci a divenire noi stessi... più etici.