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10 gennaio 2011

69. Desiderio e Volontà

Per "cambiare" non basta il desiderio. Occorre la Volontà. Desiderio e Volontà (e lo scrivo appositamente in maiuscolo) non sono la stessa cosa.

Spesso pensiamo di "volere" ma non siamo coscienti, invece, di essere ancora nel desiderio. Siamo abituati a usare il desiderio come motore delle nostre scelte. Ci siamo nati, è uno schema che ci portiamo sulle spalle in termini di configurazione personale e collettiva. Nelle nostre stesse radici come esseri umani, circola la droga del desiderio ed è quindi molto difficile accorgersi di esso e poi andare oltre, attivando nuove risorse.
Quando viviamo una situazione in cui stiamo male, una parte di noi sente che vorrebbe uscirne. Eppure ogni aiuto o suggerimento che sia, viene vissuto come inutile. "Tanto non funziona" è il mantra che si impossessa della nostra voce mentale. Così non si "prova" neanche a cambiare, perché noi stiamo desiderando un cambiamento, ma non lo vogliamo ancora.

Quando arriva il momento in cui "Io voglio" è pronunciato dal nostro essere, allora nuove direzioni si attivano e gli ostacoli si trasformano in trampolini di lancio. Perché non esiste forza più grande e divina della Volontà. Nelle scienze esoteriche, si narra che la Volontà è collegata all'energia di Primo Raggio (...) Tutti noi, in un modo o nell'altro, abbiamo accesso a questo canale di potere divino. Se, invece, pensiamo il contrario, è perché stiamo ascoltando solo la voce contorta del desiderio.

Il desiderio è connesso con la personalità, il Volere con l'Anima. Per questo il desiderio non può portarci al di fuori dei nostri limiti. Se non ci apriamo all'Io Voglio, resteremo nel desiderio e nella sua logica compulsiva. Per accogliere la Volontà occorre un "io" che sia cresciuto al punto tale da essere disposto a lasciar andare parti di sé... che è l'unico modo per accogliere la trasformazione.

"Io voglio servire l'Amore, la Luce e il Piano" possa essere la Volontà suprema di tutti noi.