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8 gennaio 2011

68. Giorno dopo giorno

Sembrerò banale o superficiale, ma quando mi si chiede "Come si esce dai guai?" io rispondo spesso: "Uscendone".

Da una parte, accorgersi delle nostre dinamiche in gioco, dei fattori che condizionano la nostra personalità e lavorare sull'osservazione di sé, rimangono strumenti di base insostituibili. Ma spesso non basta. E' una condizione necessaria - come si dice nelle scienze matematiche - ma non sufficiente.


Si esce dai guai decidendo di uscirne, affermando - non solo in modo meccanico ma con la luce della coscienza - "lo voglio". "Voglio stare bene". "Voglio superare questo percorso".

E così, giorno dopo giorno, ci alziamo al mattino e andiamo a pagare le bollette. Andiamo al lavoro se ne abbiamo uno, o ci adoperiamo per cercarlo, dandoci da fare.
Giorno dopo giorno andiamo in palestra, o facciamo le camminate che dobbiamo fare per mantenerci in forma. Mangiamo con equilibrio. Usciamo con gli amici, leggiamo un buon libro, ripariamo quello che dobbiamo riparare. Agiamo quando è opportuno agire, e ci fermiamo quando è opportuno fermarsi.
Giorno dopo giorno, cerchiamo di stare nel ruolo della nostra vita, e di rispettare quello degli altri.
Giorno dopo giorno, nelle piccole cose quotidiane, portiamo avanti il nostro cammino, con semplicità.

Tutto questo produce coscienza, costruisce dalle fondamenta... e sviluppa qualità superiori che sono sempre radicate nell'effettiva capacità di esserci e agire. Non sono le "bombe" improvvise a cambiare la situazione, a tirarci fuori dai guai. Non diventeremo più saggi o illuminati con un seminario intensivo di due giorni o perché un guru ci mostrerà all'improvviso la via. E se avremo invece l'impressione che sia così, è solo perché non ci eravamo accorti del "lavoro di preparazione" che avevamo fatto... giorno dopo giorno.

"Tanto è inutile. Sei un inetto. Hai fallito e fallirai sempre". Che presa può mai avere una tal voce, su di un "io" che si dà pienamente alla vita, con dedizione e attenzione? Invece, solo un "io" che si mette al centro del mondo e guarda esclusivamente a se stesso, può soffrire dell'essere criticato.

Quando il nostro "io" è al servizio della quotidianità, dei rapporti, delle piccole grandi cose... esso non prova gran pena di fronte ai suoi fallimenti, perché l'unica cosa che avverte come importante è la possibilità di costruire, a partire dal momento presente, con la fiducia che i percorsi scelti dall'Anima hanno sempre un cuore di Luce.