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7 dicembre 2010

66. Tempesta in arrivo

Onde e onde rese folli dal vento
Non c'è pace senza una direzione
Per questo la tempesta arriva
Per renderci domatori di tigri
Fatte di acqua e schiuma
Con unghie di ghiaccio
E zanne d'argento


5 dicembre 2010

65. Il cielo fa di noi

Il cielo fa di noi quel che noi facciamo delle torce, 
non le accendiamo per loro medesime; 
ché se le nostre virtù non si propagassero fuori di noi,
sarebbe lo stesso che se non le avessimo.
(William Shakespeare)



9 novembre 2010

64. Afferrare la corda

Un'amico mi ha raccontato una storiella...

Ci sono delle situazioni dove è come precipitare dentro un pozzo profondo. E anche se facciamo di tutto per uscirne, a volte questo non basta. Occorre essere aiutati.

5 novembre 2010

63. Il terzo polo

La natura dell'elettricità ricorda molto quella della realtà. Sul dualismo polo negativo-polo positivo si muove tutta la materia: le due polarità creano le condizioni per il movimento e la generazione di energia. Così è anche per la nostra esistenza: il tempo è scandito dal giorno e dalla notte, i cicli della natura da un momento di maggior espansione e uno di minore, la creazione dall'incontro fra aspetti maschili e femminili, la vita stessa dalle pulsioni che si generano tra luce e ombra...

26 ottobre 2010

62. Il cammino spirituale

Se pensiamo che per cambiare il mondo occorre partire da noi stessi - cioè dal cambiamento interiore - allora siamo certamente sul cammino spirituale. Questo, tuttavia, non è sufficiente a garantirci che la strada intrapresa sia quella più corretta.

Cosa si intende per "corretto"? Ammesso e concesso che ogni cosa è relativa alle condizioni del contesto in cui è inserita, definisco "corretto" qualcosa che soddisfi l'intento dell'Anima... in altre parole: ogni intento, azione o scelta che favorisca il bene dell'organismo - cioè l'essere più amplio nel quale siamo inseriti, che si tratti della nostra famiglia, della nostra comunità o della specie umana. L'Anima, per sua stessa definizione, è infatti coscienza di gruppo, e favorisce l'unione e i rapporti.

Ci sono dunque dei modi "non corretti" di affrontare il cammino spirituale.

19 ottobre 2010

61. Tre qualità principali

Le dottrine esoteriche ci insegnano che ogni atomo della materia (intesa nel senso più vasto: dal mondo fisico a quello emotivo e delle idee) è impregnato di tre qualità principali che, come abbiamo già visto, si possono riassumere in questo modo:

1. Volontà e potere (forza di volontà, impulso ad iniziare nuovi percorsi, coraggio)
2. Amore e saggezza (accoglienza, studio ed educazione, intuito)
3. Intelligenza attiva (conoscenza, uso intelligente della mente, capacità di informare)

13 ottobre 2010

60. Essere pronti

Non siamo noi a determinare le situazioni. Certo, quando ci diamo da fare e ci concentriamo, otteniamo comunque dei risultati, anche molto appariscenti... ma questi spesso riflettono uno stato di coscienza che è rimasto immutato. I cambiamenti - il passaggio da una possibilità ad una più vasta - in realtà accadono quando il nostro cuore è pronto a viverli.

3 ottobre 2010

59. Un'unica Anima

Ti ho riconosciuto oltre il tempo, oltre l'inizio e la fine. 

Hai cambiato epoca, vestito e luoghi.
Hai cambiato parole, moventi e percorsi.
Ma ti ho riconosciuto.

16 settembre 2010

58. Il giudice interiore



Credo che nessuno sia immune dal giudice interiore, quel signore oscuro che abita dentro di noi e che ci valuta in base a un'immagine idealizzata che pensiamo di dover soddisfare ad ogni costo... Ho detto "pensiamo"? La verità è che la maggior parte di noi non ne ha coscienza, non pensa affatto. Non sappiamo nulla del campo di battaglia che ci portiamo nelle viscere... al più lo proiettiamo attorno a noi, quando entriamo in guerra con qualcuno o qualcosa.

10 settembre 2010

57. Il cammino dell'Amore



Amore, Volontà e Attività intelligente sono il triangolo divino dell'Evoluzione, tre chiavi che aprono un'unica porta quando usate insieme e con equilibrio. Amore non è possessione, Volontà non è prepotenza, Attività intelligente non è furbizia... Amore è magnetismo ed espansione, Volontà è ritmo, Attività intelligente è conoscenza... E molto di più.

7 settembre 2010

56. Lo scopo della vita


Fare soldi, avere un buon lavoro, un bel matrimonio, essere felici... Questo è "lo scopo della vita" per la maggior parte delle persone. Peccato che si tratti di film confezionati ad arte, che ci spostano nel "domani" - visto che il presente non è mai come vogliamo...

Lo scopo della vita è ben altro. E' entrare a contatto con le ombre e con il dolore, per trasmutarle... per riempire, così, il calice dell'Anima con l'energia del cuore. Per fare questo occorre l'attrito del coraggio, della Volontà che afferma una direzione, tra Intelligenza e Amore.

1 settembre 2010

55. La chiave del tempo



Con il trasloco di mezzo, le vacanze e ora nuovi progetti, trovare il tempo per scrivere su questo blog sta diventando un'impresa... ma capisco che devo cambiare modalità, adattarmi a nuovi ritmi. Scriverò di meno, magari, ma più spesso. Un ottimo esercizio per mettere in pratica - anche qui - la tanto osannata "via di mezzo"...!

22 luglio 2010

54. Traslochi e spazi

Un trasloco di casa, di vita e di affetti... ecco cosa sto attraversando in questo periodo, ed ecco perché non ho avuto molto tempo per scrivere. Riprendo, così, con poche righe, riflettendo proprio sui "trasferimenti"...

27 giugno 2010

53. Regole, rituali

Alcune persone sono allergiche alle "regole"... e di conseguenze rifiutano anche la necessità di "darsi un ritmo". Ma se vogliamo costruire qualcosa e uscire dai nostri automatismi, dobbiamo sviluppare la capacità di lavorare quotidianamente su un intento.

Le regole sono il frutto dell'intelletto umano. Servono a organizzare, a controllare un processo. Sono il frutto dell'esperienza, delle convenzioni sociali, ma a volte possono diventare limiti e impedire l'evoluzione naturale di cose e situazioni. Sta a noi come umanità adeguare le regole alle reali e autentiche necessità dei processi di crescita, perché le regole sono fatte per l'uomo, e non l'uomo per le regole.

17 giugno 2010

52. Gli uomini non cambiano

Cara mamma, mi dispiace infinitamente per quello che hai passato.
Vorrei sollevarti da ogni ostacolo che hai dovuto affrontare, e ricucire il tuo sorriso senza lasciare segni.
Vorrei dirti di non preoccuparti per me, che il tuo dolore non sarà per forza il mio, come tu temi inesorabilmente. Ma se anche fosse, sappi che io lo supererò, perché non esiste un sentiero diverso da quello che ti porta di fronte a te stesso...

8 giugno 2010

51. Non c'è altra via



Non c'è niente che puoi fare o divenire per essere amato.
Puoi scegliere una persona che ti dà sicurezza, o una situazione che ti fa sentire apprezzato, così non dovrai mai più toccare la ferita dell'inadeguatezza, del tradimento, del cuore che si frantuma. Ma questo non è amore.
Puoi scegliere di diventare il più bravo, il più forte o il più bello... così non dovrai mai più tornare a mendicare quello che hai disperatamente desiderato, ma che pensi di non meritare se sei te stesso. Ma questo non è amore.
Puoi scegliere una persona che ti fa sentire rifiutato, o mantenere una situazione di frustrazione o distanza, così non dovrai mai veramente esporre il midollo della tua essenza alla sua sete di potenza e riconoscimento. Ma questo non è amore.
Non c'è niente che puoi fare o divenire per essere amato.
Puoi solo essere Amore tu stesso, non c'è altra via.

29 maggio 2010

50. Il Daimon

"La fantasia dell'influenza dei genitori sull'infanzia ci segue per tutta la vita, anche quando i genitori in carne e ossa si sono da un pezzo ridotti a fotografie sbiadite, sicché gran parte del loro potere deriva dall'idea di tale potere. Perché restiamo attaccati alla superstizione parentale? Come mai questa idea continua a farci da padre e da madre, ci conforta? Abbiamo forse paura di lasciare entrare il daimon nella nostra vita, paura che ci abbia chiamato, che ci stia ancora chiamando, e per questo ci rifugiamo in cucina? Ci ritraiamo in spiegazioni che coinvolgono i genitori, piuttosto che affrontare le pretese del destino".
[...]

"Il daimon è dotato di prescienza - non dei particolari, forse (...), perché non ha il potere di manipolare gli eventi per conformarli all'immagine e adempire la vocazione. La sua prescienza, dunque, non è perfetta ma limitata, riguarda piuttosto il senso generale della vita in cui si incarna. Inoltre, il daimon è immortale, nel senso che non ci lascia mai e non può essere liquidato dalle spiegazioni di noi mortali.
C'entra molto con i sentimenti di unicità, di grandezza, e con l'inquietudine del cuore, con la sua impazienza, la sua insoddisfazione, i suoi struggimenti. Ha bisogno della sua parte di bellezza. Vuole essere visto, ricevere testimonianza, riconoscimento, soprattutto dal suo padrone. E' lento ad ancorarsi e svelto a volare. Poiché non può dimenticare la sua propria vocazione divina, si sente insieme esule sulla terra e partecipe dell'armonia del cosmo. Le immagini e le metafore sono la sua lingua madre, innata, la stessa che costituisce la base poetica della mente e rende possibile la comunicazione con tutti gli uomini e tutte le cose".

Molto belle queste parole di James Hillman, tratte dal suo Codice dell'Anima.
Oggi non ho voglia di spiegare cosa sia il daimon, ma di onorarlo, parlarne, sì. Per saperne di più - se volete - leggete il suddetto libro, ne vale la pena... e Hillman è decisamente più adatto della sottoscritta nel far cadere barriere e luoghi comuni sul destino, sul fato, sulla predeterminazione o sulle influenze "dall'esterno" nella nostra vita...

Il
daimon chiama, ha sempre chiamato, in ogni istante della nostra esistenza.
Quello a cui ci opponiamo è propria la sua chiamata, che appartiene ad un altro mondo che di questo ben poco sa, o meglio ben poco vuole saperne. Per lui l'essenza è nell'invisibile, perché dall'invisibile procede ogni cosa... e inorridisce di fronte alla necessità di misurare della nostra mente limitata...
Non c'è nulla da misurare, da spiegare, da contenere.

 "Vuole essere visto" dice Hillman, e così è. Finché non lo vedrete, finché non lo accoglierete quale figlio e genitore di voi stessi, boicotterà ogni vostro tentativo di credere di poter esistere senza di lui... perché se esistete è proprio per la sua volontà di dare forma alla sua essenza.

28 maggio 2010

49. Inquinamento

Distruggiamo la credenza che siano le cose e le situazioni fuori di noi a farci fare quello che facciamo, o a farci essere così come siamo... Riappropriamoci del mondo, accorgiamoci che esso è una nostra "estensione", è parte di noi stessi...!

Solo allora possiamo camminare nel mondo non più come schiavi, al servizio di un qualche "capo" o situazione esterna,  ma come costruttori di realtà... una realtà dove i rapporti non sono basati sul potere del terrore, ma sul potere della divinità che riconosciamo in ogni cosa.

Basta con le previsioni, i consigli, le ricerche di conferme a quello che dovremmo sentire dentro di noi "da soli", con il Cuore e la Mente. Basta con i ruoli che ci portano fuori, altrove, nei luoghi della dimenticanza...  Dobbiamo fare una scelta? Mettiamola nel buio del nostro cuore, dove possa germogliare in segreto, protetta e spontanea. E quando siamo pronti, esponiamola alla Luce dell'Anima, e a lei sola chiediamo di indicarci la strada verso cui farla crescere.

La strada non è facile, se pur semplice (...). Non è facile perché anche quando impariamo a scegliere, a seguire la nostra Voce, e magari pensiamo finalmente di aver trovato la pace, intorno a noi si scatena l'inferno!
L'amico più fidato, il famigliare più insospettabile, il commento di qualcuno di passaggio... Tutti o quasi, cominciano a fare a gare per minare la nostra fiducia nella "scelta".

E non può essere diversamente, poiché si tratta di uno specchio per qualcosa che ci avvolge e di cui probabilmente non siamo consapevoli, qualcosa che ci nutre con il suo veleno da sempre: un vero e proprio inquinamento emotivo e mentale prodotto dall'ambiente, dagli amici, dalla famiglia... dalle parti oscure e ferite di noi stessi.

Vi siamo costantemente immersi, e possiamo accorgercene nel momento in cui cominciamo a fare scelte che agli altri sono scomode, in un modo o nell'altro, o perché sono contro i loro interessi o perché mettono in crisi il loro sistema di credenze. Accadono, infatti, trasformazioni impensate nei volti e nelle parole di chi ci ha cresciuto e incontrato... pur di convincerci che noi siamo i folli, e loro i saggi.

Ecco, questa è la prova che stiamo attraversando una paura - perché se non avessimo paura, essa non ci troverebbe -, è il segnale che ci dice che abbiamo la possibilità di andare oltre, crescere. E' la porta di passaggio che mette alla prova la nostra percezione del mondo... Se dunque siamo noi il mondo, allora che paura possiamo mai avere? Com'è solo possibile pensare di poter fallire? Com'è possibile che gli "altri" non siano "me"?

Occorre attraversare il deserto della solitudine, delle illusioni "dure come il marmo", e dimostrare non solo a parole, ma con i fatti dell'esperienza, che siamo pronti a purificarci dall'inquinamento del dualismo, che scegliamo di immolare il mondo esteriore per seguire quello più grande, immolare le illusioni e innalzare il Cuore!

Cuore che non è emotività, ma "senso della direzione"... non è bisogno, attaccamento, ricerca di sicurezza, ma amore della Verità... non è neanche stupidità, incoscienza, ma Ispirazione...Cuore che è sempre unito alla Mente (alla sua Luce discriminante), e alla Volontà di Bene (alla sua forza rinnovatrice).

E quello che è stato, benediciamolo.
Ora non ci serve più...!

22 maggio 2010

48. Non importa

L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico.
Non importa, amalo.

Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici.
Non importa, fa’ il bene.

Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici.
Non importa, realizzali.

Il bene che fai verrà domani dimenticato.
Non importa, fa’ il bene.

L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile.
Non importa, sii franco e onesto.

Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo.
Non importa, costruisci.

Se aiuti la gente, se ne risentirà.
Non importa, aiutala.

Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci.
Non importa, da' il meglio dl te.

(Madre Teresa di Calcutta)

16 maggio 2010

47. Crisi, tecnologia, etica

Faccio da tramite per un messaggio che mi è giunto oggi. Lo trovo molto importante e approfitto della rete per diffonderlo.
In sintesi il contenuto suona più o meno così:


La vera crisi arriverà, non ci siamo ancora entrati. Il modo in cui si presenterà, tuttavia, dipende da noi. Qual è lo scopo della crisi? E' modificare il tenore di vita. Se non capiremo che è questa modifica che dobbiamo attuare, saremo costretti dalla crisi a farlo comunque.

Cosa fare in questo difficile passaggio?

Prima di tutto occorre sapere che la Gerarchia Spirituale concede all'umanità la tecnologia solo dopo che siano stati introdotti e diffusi certi valori etici. L'attuale andamento tecnologico posa le sue basi su rivelazioni giunte dai fratelli oscuri, che hanno venduto la tecnologia senza mettere le basi etiche, conoscendo le leggi per le quali inevitabilmente saremo piombati nella decadenza.

Quello che dunque oggi è davvero imperativo, è immettere valori etici in ogni settore della vita. Solo questo potrà far invertire la tendenza distruttiva di questo ciclo di passaggio.

L'Europa svolge un ruolo importantissimo in questo cambiamento, è il continente più vecchio, evolutivamente parlando (...), e occorre che riprenda la sua funzione portante che è racchiusa nell'etimologia del suo nome:
EU = Bene
UR = Luce
OPA = Terra
cioè "Terra portatrice della Luce e del Bene"
E noi italiani - anche se sembra strano a dirsi - siamo proprio quelli che devono dare l'esempio e iniziare questo percorso di integrazione. Siamo la gamba dell'Europa...

La nube di cenere è stato un segno di avvertimento. Ogni fenomeno naturale risponde al comando di un Deva, e i Deva risponde a un ordine superiore. La nube di cenere sull'Europa è stato un messaggio preciso da parte della Gerarchia: "Con tutta la vostra tecnologia, basta un po' di polvere per mandarvi nel caos..."
Per mostrare, ancora una volta, che i valori che contano non sono affatto quelli tecnologici, ma etici...

Oggi l'economia non è basata sul lavoro (ossia sui rapporti) ma su speculazioni in borsa ecc. che permettono un guadagno facile basato su previsioni di valore... cioè sul niente... e questo va contro le leggi che regolano gli scambi di qualunque natura...

Cosa fare, allora?

Tutti gli aspiranti spirituali, possono immettere una forma pensiero, di modo che vada a formare un punto di Luce nello Spazio... possiamo, ad esempio, ripetere la Grande Invocazione tutti i giorni, e mettere al centro della sua struttura l'Europa, con l'intento che i valori etici divengano prioritari nella società.

*

Chi ha un minimo di conoscenza di come agiscono le forme pensiero, comprende il valore di questo messaggio. Ho spiegato in altri post l'importanza delle parole e dei pensieri... Ricordiamoci che la parole hanno davvero il potere di creare. Occorre che ciascuno di noi smetta di concentrarsi solo su se stesso, e cominci a occuparsi del bene comune...
Siate benedetti, tutti e sempre.

46. I doni che non meritiamo

Siamo talmente concentrati a guardare noi soltanto,
a rimpiangere le cose belle del passato
o quelle che non siamo riusciti ad avere...
che quando arrivano dei doni nel momento presente
li perdiamo
con la stessa velocità con cui li abbiamo ignorati. 

14 maggio 2010

45. Alchimia



Tu non conosci le Leggi. Forse, le conosce il tuo Cuore. 
Ma sai ascoltare il tuo Cuore? 
Sai onorare la forma, il ritmo, il cerimoniale
che fa partorire quello che non sei, ma che puoi essere?
La Magia non si fa con ingredienti mescolati a caso.

10 maggio 2010

44. L'unico Maestro

Attraversiamo speranze, delusioni,
terre che luccicano e terre arse dal deserto...
Inseguiamo miraggi, castelli,
progetti pieni, che diventano vuoti...
Ci vestiamo di desideri, di corpi diversi
per scrutare nel femminile, nel maschile,
nella notte, nel giorno...
Entriamo nella rabbia, nel perdono,
nel distacco, nell'attaccamento...
Cerchiamo fuori, cerchiamo dentro...
Ci appassioniamo a un'arte, a una persona,
a un maestro...
Sposiamo cause, idee, progetti...
Poi rimettiamo tutto in gioco, da una catena ad un'altra,
da un paio di ali ad un altro...
Abbandoniamo la fiducia, soffochiamo la linfa del sentire,
diventiamo grigi, invisibili, malati...
Scopriamo, ci eccitiamo, 
sentiamo la gioia nella carne...
Accendiamo fiamme,
timide e deboli, improvvise e distruttive...
E torniamo all'inizio del cerchio.
Di nuovo odiamo, di nuovo amiamo,
di nuovo deludiamo, di nuovo siamo delusi,
di nuovo perdoniamo, di nuovo siamo perdonati...


Finché ci accorgiamo che ogni volta siamo un po' più su nella spirale della Vita... che come un DNA cosmico si eleva attorno ad un unico progetto solare: realizzare che - in ogni luogo, in ogni momento, con ogni persona, con ogni situazione - l'unico Maestro da seguire è "sempre e solo il Cuore"

8 maggio 2010

43. Le parole...

Le parole non sono solo parole. Le parole possono scavare nel cuore, nel bene e nel male. Possono costruire, e possono abbattere. Possono stimolare la coscienza, accendere una luce o alimentare un'ombra, accrescere la sofferenza della mente e del corpo.

Le parole non sono solo parole. Hanno una vita che tu doni loro, ma che poi non puoi più togliere... Una volta nate, continuano il loro viaggio nell'esistenza, crescono e fanno crescere tutto quello a cui si riferiscono, tutto quello per cui sono nate. Se nascono dalla gentilezza e dell'affetto, nella gentilezza e nell'affetto cercheranno il loro senso. Ma se nascono dal rancore e dall'odio, cercheranno altro rancore, altro odio, con cui nutrirsi e nutrire...

Così non pensare che una parola colma d'Amore finisca nel vuoto, perché non è così: essa viaggia oltre il tempo e lo spazio e va ad unirsi magneticamente ad altro Amore.
Lo stesso accade per una parola gravata dal peso della critica e della rabbia. Essa, anche, continua a vivere, rivestita della sua forma e della sua qualitàUna parola oscura è un danno che non si può più riparare. Non sarà più una "tua" parola ma verrà raccolta da qualcun altro, andrà a nutrire l'ombra di qualcun altro... anche quando avrai già dimenticato di averla pronunciata.

Prova a cambiare le tue parole - dette e non dette -, fallo per un certo periodo di tempo... potresti scoprire che la malattia viene meno, e che la felicità ti viene a trovare più spesso di quanto tu possa immaginare.

Quando capirai, uomo, che non fai figli solo con il corpo fisico, ma anche con quello emotivo e mentale?
Quando capirai che questi figli vivono e crescono, alimentati dalla tua qualità che li ha generati?
Quando capirai che sei responsabile di tutti questi figli che metti al mondo?

Le parole non sono solo parole.

6 maggio 2010

42. Insegnanti, Denaro e Spirito Santo

Paghiamo salatamente - ma paghiamo - l'idraulico, il dentista, il taxi, il consulto medico dal primario, la parcella dello psicologo, il corso di comunicazione, l'opera dell'artista... ma quando si tratta di pagare per la "spiritualità" d'un tratto ci svegliamo e "tiriamo giù il mondo". Già, perché se è il maestro di meditazione a chiedere un contributo in denaro, "allora non deve essere un vero maestro spirituale".

Perché mai?
Perché la vera spiritualità non è in vendita - che domande!
Un vero maestro elargisce la sua saggezza senza tariffa oraria.
Un vero iniziato accoglierà tutto e tutti.
Un vero saggio farà miracoli su richiesta, per spazzare via ogni nostro dubbio.

D'accordissimo che lo scopo di un insegnamento spirituale non può essere il guadagno in denaro. Ma questo non significa che quello che riceviamo gratis abbia più valore... significa solo che ignoriamo la conoscenza delle leggi del dare e dell'avere, e forse - paradossalmente - che diamo al denaro un'importanza eccessiva, e pure in senso negativo!

Chiariamo subito che non è possibile per un maestro spazzare via la nostra visione del mondo - e quindi la nostra esperienza effettiva - attraverso oggetti materializzati sul momento, guarigioni improvvise, verità rivelate... come se il miracolo possa accadere indipendentemente dalla nostra capacità di permetterlo e di accoglierlo nella vita.

Un maestro - che si tratti di una persona esterna, di una situazione o del nostro Sé più vasto - non fa un bel niente "contro" le nostre credenze... Egli si cura solo di indicarci la Via, quando siamo pronti per iniziare a camminare. Le nostre credenze riguardano solo noi stessi, al maestro non interessano. E saremo sempre noi, un giorno, a capire che nel momento in cui ampliamo i nostri limiti interiori, trasformiamo anche le convinzioni che abbiamo nei confronti della vita. Allora il mondo si adeguerà - prima timidamente, poi inevitabilmente... così  come - a ben guardare - accade già ogni volta che superiamo un qualche piccolo-grande limite.

Un insegnante, un maestro, non può fare nulla se non siamo pronti a fare un lavoro autentico su di noi. Egli non può camminare al posto nostro, non può rispondere alle nostre domande, né sostituirsi alle nostre responsabilità... può darci solo delle indicazioni con la sua Luce!

Certo, come negare il "business della spiritualità", che in questo periodo di decadenza afferma se stesso con ben pochi pudori...? Sono troppe le persone che vendono nebbia e illusione a coloro che sono mossi  nella loro ricerca dal bisogno, e spesso anche dal dolore. Tutto questo, in cambio di denaro e anche - diciamolo - di un bel nutrimento per il proprio "ego".

Soffermiamoci, però, sul caso di una persona spiritualmente evoluta, di un maestro o di un insegnante effettivamente saggio, che chieda denaro per i propri servizi. Un buon insegnante chiederà una tariffa per le sue lezioni/consulti/altro non certo perché mosso dalla prospettiva di guadagnare, ma perché avrà come obbiettivo quello di realizzare una missione, un progetto... la possibilità cioè di essere lo strumento per un Servizio più grande.

Come possiamo fare, allora, per riconoscere quando l'insegnamento che ci viene offerto ha l'obiettivo di sviluppare in noi le qualità dell'Anima e non quelle del portafoglio altrui?

Prima di tutto, la qualità lascia tracce. L'avidità pure. Sta a noi il compito di percepire che tipo di traccia abbiamo davanti. Si guardi al gruppo di persone e di situazioni che l'insegnante attira, proviamo a percepire come ci sentiamo quando siamo vicino a lui... e cosa fa crescere dentro di noi... se alimenta in noi una qualche sorta di dipendenza invece della nostra capacità di stare bene "senza di lui"... quest'ultimo fattore, poi, è molto significativo. Chi è avido e attaccato al denaro o all'ego, non riesce proprio a "liberare" gli altri...

Poi, dobbiamo essere molto onesti con noi stessi e cercare di riconoscere cosa chiediamo alla vita, perché è quello che ci verrà dato. Infatti per ogni persona che cerca qualcuno al di fuori di sé a cui delegare la scelta del proprio sentire, è pronta un'altra che si offre per rispondere a questa "chiamata"...
Se chiediamo una "guida esterna", se pensiamo che basti seguire un paio di corsi per conoscere la "verità", se siamo convinti che c'è sempre un "colpevole" fuori di noi, o che basta fare degli intellettualismi mentali per sentirci un po' più saggi, allora siamo a forte rischio di metterci nelle mani non proprio di un illuminato...

Quanto al "costo" di eventuali lezioni e incontri, penso che un insegnante "evoluto" chieda cifre ragionevoli e a portata di tutti, e offra comunque la possibilità di essere incontrato in modo gratuito; la sua vita, il tipo di rapporto con gli altri e quali sono le cause in cui crede e per cui si adopera, è un biglietto da visita che anche occorre valutare attentamente.

Non dimentichiamo che pagare per un servizio è anche  il modo con cui diamo in cambio quello che riceviamo, anche per sdebitarci energeticamente. In genere, non occorre per forza del denaro, basta dare qualcosa in cambio.

Il punto di vista degli esoteristi sul denaro è molto interessante. Gli esoteristi parlano di Vita/Padre, Materia/Spirito Santo/Madre e di Anima/Figlio, dove quest'ultimo "nasce" grazie all'immersione della Vita stessa nella Materia, poi cresce e infine torna al Padre quando è pronto, quando è cresciuto in Coscienza, quando dalla Madre/Materia/Spirito Santo ha appreso tutto quello che deve apprendere, compreso il fatto che questa triplice suddivisione è solo un modo di guardare alla stessa unica realtà (...)

Il denaro, quindi, come parte della materia/energia è un aspetto dello Spirito Santo...  è un'energia divina, come ogni valenza della materia. E come tale va messo al servizio della nascita del Figlio, dell'Anima... oggi purtroppo l'aspetto esteriore del denaro è diventato lo scopo del proprio muoversi e agire, dimenticando che invece si tratta di un mezzo, un'energia, un aspetto della manifestazione, e come tale serve soprattutto per Servire e Amare di più...!

E' evidente che il rapporto che abbiamo con il denaro sarà uno degli aspetti fondamentali ed essenziali da modificare, se vogliamo entrare veramente in una Nuova Era...

22 aprile 2010

41. Da cuore a Cuore

Devi prendere una decisione? Fallo quando ti senti sereno, e dopo aver invocato la guida dell'Anima. Non prendere nessuna decisione, invece, finché ti senti teso, ansioso o nella paura.

Diffida da chiunque voglia convincerti di una situazione o di una scelta stimolando in te la vibrazione del dubbio e della paura. Anche se a fin di bene. L'unico bene possibile è che tu agisca in base al tuo sentire interiore, dopo esserti messo nella condizione di maggior coscienza possibile. Spingere qualcuno a scegliere sulla base del dubbio e della paura significa interferire con la sua libertà di crescita ed evoluzione, significa manipolarlo attraverso il suo lato ombra... e ciò potrebbe ledere o rallentare anche la possibilità che egli veda e assimili veramente la "situazione"...

Che ci piaccia o meno, l'unico vero modo per "vederci bene" è porsi in una situazione di centratura e di vibrazione alta, e da quest'ottica guardare poi alla situazione.

Trovare un punto di luce all'interno di una crisi non è sempre facile, ma possibile. Le crisi sono molto produttive e ci inducono a prendere nuovi sentieri. Con tale consapevolezza, possiamo andare all'interno di una crisi, andarle incontro con premura e accoglienza, senza opporci a essa ma ponendoci in ascolto... allora troveremo più facilmente (e inaspettatamente) uno spazio di distacco dal quale guardare - con coraggio e amore - alla situazione del momento.

Scopriremo allora che la crisi era sopraggiunta perché qualcosa dentro di noi aveva già deciso, era già "oltre" il luogo dove ci eravamo fermati per attaccamento, paura, inerzia...

Ma per scegliere la strada "giusta", quella che la crisi ti porta in dono, e non quella che pensi ti "protegga" o che appare più facile, occorre che ti siedi accanto alla tua Anima, e che tu faccia due chiacchiere con lei, da cuore a Cuore.

7 aprile 2010

40. Evoluzione e Reincarnazione


Anche se ciò non fa onore al mio intelletto razionale, ho sempre dato per scontata la Reincarnazione. Fin da piccolissima riconoscevo nei miei talenti, o in quelli dei miei compagni di scuola, il filo conduttore di esperienze più antiche. Come anche un'immediata simpatia, o il comprendersi istintivamente, sono sempre stati per me segnali di una comunicazione ben più che "intuitiva" ma frutto di una conoscenza che trascende i limiti della materia, e quindi anche del tempo...

Oggi capisco che ogni cosa è inserita all'interno di un processo evolutivo che avanza in maniera ciclica. Seguono un andamento "circolare" il ritmo del Sole e della Luna, la crescita delle foglie sugli alberi, l'inspirazione e l'espirazione, gli stessi atomi che a ben guardare vibrano in un oceano di onde quantistiche... perché mai l'uomo dovrebbe fare eccezione?

Tutti i grandi Saggi di un tempo, e lo stesso Cristianesimo delle origini, accettano e considerano la reincarnazione come una delle leggi principali dell'esistenza. La grande Onda di Vita che attraversa il Cosmo penetra nella materia e la vivifica in modo periodico e continuo. L'Anima, frutto di questa Vita, e mediatore fra Cielo e Terra, si inserisce in tale ritmo e lo usa a sua volta per evolvere, trasformarsi e produrre maggior coscienza.

Così la notte prepara il giorno, e il giorno prepara la notte...


Non abbiamo memoria delle incarnazioni precedenti in quanto la memoria fisica risiede nel cervello e quindi nel particolare "corpo" del momento... Il complesso delle esperienze passate e il proposito delle esperienze future risiede invece nel corpo dell'Anima. Per questo, in genere, non è possibile ricordarsi di altre vite senza che si realizzi un livello di coscienza pari a quello dell'anima stessa.

In ogni caso ricordarsi delle vite passate non serve a molto... alle nostre spalle c'è sempre un livello di esperienza e di consapevolezza minore, e comunque inutile ai fini della nostra evoluzione attuale. Quello che ci occorre sapere del passato (e del futuro...) è già nel nostro presente: nei nostri pensieri, nel nostro discernimento, nei nostri valori, nelle nostre azioni... nelle sfide che ci chiedono la nostra attenzione, e il nostro cuore.

29 marzo 2010

39. La paura di perdere qualcosa

A volte sentiamo che una persona, un ruolo, un animale, una situazione, un oggetto... è diventato essenziale per il nostro benessere, sentiamo cioè che senza non sapremmo come fare...

Credo che questa sia l'illusione più grande, l'annebbiamento da cui dobbiamo uscire. Niente e nessuno sono veramente essenziali, nel senso che niente e nessuno hanno il potere di darci la felicità. Se crediamo il contrario, significa che stiamo spostando il motore della nostra stessa evoluzione al di fuori di noi, significa che stiamo di nuovo assecondando la fallace credenza che ci sia un mondo oggettivo esterno che è indipendente da quello che noi siamo...

Quando ci sentiamo persi e abbiamo paura di perdere la "fonte" della nostra felicità o del nostro benessere, è il momento giusto per accorgerci del nostro attaccamento... cerchiamo "sicurezze" perché non abbiamo sicurezza dentro di noi... non abbiamo amore...

Un conto è l'amore, la cura e la partecipazione, un altro è l'attaccamento e il bisogno. Un conto è la libertà di scelta e la capacità di crescere, un altro è dipendere dalle situazioni e temere che l'esistenza possa "portarcele via", in base a chissà quale logica illogica di caos, confusione e sfiga.

Non permettete a niente e a nessuno (compreso voi stessi) di farvi credere, anche solo per un istante, che senza quella cosa, quella situazione, quella persona... non possiate essere liberi, sani e felici. Chiaramente non sto rinnegando la necessità di un vivere etico ed equilibrato, la bellezza della gioia e della condivisione amorevole con gli altri - che va tutelata e nutrita -, ma è ben altro discorso delegare al caso e all'esterno di noi stessi la fonte della felicità e le scelte personali.



Tutto quello che si presenta nella nostra vita, infatti, risponde alle nostre necessità di evoluzione e crescita. Le persone, le cose e le situazioni ci sono perché noi ci siamo. Non viceversa. La paura di perdere qualcosa è solo la conseguenza del nostro attaccamento e della nostra incapacità di percepirci all'interno di un piano evolutivo, a cui l'Anima aspira.

Quello che possiamo fare, allora, è coltivare il Maestro Interiore, il contatto con l'Anima, sapendo che è l'unico vero attrattore delle situazioni della nostra vita. In questo modo ci riappropriamo della nostra serenità e della libertà - che è libertà dai limiti della materia.

E' per questo che una nuova società basata su valori etici non sarà veramente possibile finché non verrà riconosciuta la visuale dell'Anima... grazie alla quale sarà possibile passare dalla paura e dall'attaccamento, alla fiducia e alla condivisione.

25 marzo 2010

38. Amore e Saggezza

I Maestri affermano che l'Amore è la chiave dell'Evoluzione di questo Sistema Solare. Ma c'è davvero bisogno di un qualche messia per ipotizzare quello di cui possiamo fare esperienza quotidiana?

Ogni volta che scegliamo di amare, invece di rigettare e criticare, qualcosa in noi viene liberato. E questo vale per ogni livello, per ogni cosa. Quando amiamo un oggetto e ce ne prendiamo cura, diventa più bello, dura di più. Un luogo, toccato dal nostro Amore, si riempie di un'atmosfera accogliente, magica. Le piante e gli animali rispondono alle nostre cure diventando più belli, più intelligenti.

Quando abbracciamo le parti di noi che non accettiamo, anche noi diventiamo più belli, più leggeri, più forti. E così è quando nelle nostre scelte siamo mossi dall'Amore per gli altri. E' per questo che il perdono - verso gli altri o noi stessi - ha una valenza fondamentale, perché ha in sé il potere trasformante dell'Amore.

La Scienza dello Spirito ci parla di Sette Raggi, di sette grandi vibrazioni che caratterizzano in modo ciclico e su piani molteplici il nostro Sistema Solare. Ciascun Raggio, in particolare, è portatore delle seguenti energie:
1. Volontà e Potere
2. Amore e Saggezza
3. Intelligenza Attiva
4. Armonia, Bellezza ed Arte (o Armonia tramite Conflitto)
5. Conoscenza Concreta e Scienza
6. Idealismo (o Devozione)
7. Ordine Cerimoniale (o Magia)

E indovinate un po', c'è una vibrazione principale alla quale sarebbero subordinate tutte le altre, ed è proprio quella di "Amore e Saggezza" (Secondo Raggio)... nel nostro Sistema Solare tutte le altre qualità, quindi, si esprimono come una sua derivazione. Questo significa che se un'Anima è caratterizzata dalla prima vibrazione - Volontà e Potere - avrà come intento quello di sviluppare la sua forza come "volontà di amare" o "potere al servizio dell'Amore"... Oppure, se è caratterizzata dal quinto Raggio di Conoscenza Concreta, seguirà la via della Scienza per giungere alla comprensione della Divinità e dell'Amore latente in ogni forma...

Ovviamente il discorso non è così semplice, ma può dare un'idea di come ogni cosa accada... in funzione dell'Amore.

18 marzo 2010

37. Meglio


Meglio questa polvere, di un miraggio.
Meglio nebbia, occhi feriti, mappe confuse.
Meglio preghiere di sale, dita che bruciano, passi che consumano.
Piuttosto che illudersi di trovare acqua
dove c'è solo sabbia, e sete.


Perché finché ti sentirai perso, cercherai la direzione giusta.

16 marzo 2010

36. Prove, sentieri e scelte

Quante volte, prima di fare una scelta, ci mettiamo alla ricerca spasmodica di "prove" e opinioni altrui? Eppure più cerchiamo, più aumenta la confusione... come se l'oggettività non facesse parte di questo mondo. Ma è proprio questo l'errore: credere che esista una situazione oggettiva, giusta o sbagliata, indipendentemente da noi. Non avremo mai la risposta alle nostre domande finché cercheremo fuori da noi stessi. Certo, un po' di buon senso, un ragionamento "sano", non guasta mai. Ma è sempre attraverso di "noi" che viene fatto quel "ragionamento"... che comunque deve essere solo di contorno, di completamento alla più grande capacità di sentire dove vuole portarci la nostra essenza.


Prima di tutto è necessario cambiare paradigma. Nel vecchio mondo agiamo in base alla convinzione che quello che è "fuori" vale più di quello che è "dentro". Il Dio della "realtà riconosciuta oggettivamente dagli altri" è più "vero" di quello che governa il nostro mondo interiore, e ha la parola finale sulle nostre decisioni. Ma questo ci ha mai condotto in una dimensione più costruttiva e felice?

Si può dire che molti problemi emotivi e fisici siano dati proprio da questa scissione: l'anima, il corpo, le nostre emozioni si agitano dentro di noi ma le ignoriamo, le blocchiamo... blocchiamo il flusso della loro luce nei buchi neri della nostra assenza, del nostro dolore, della nostra incapacità di amare quello che nasce e vive in noi... perché continuiamo a idolatrare quello che è lontano dal nostro centro.

Non sto dicendo che dovremmo comportarci in modo "asociale" e ignorare gli altri, anzi affermo che occorre  vivere con gli altri e non in funzione degli altri. Sono due cose diverse. Siamo esseri sociali, e il rapporto con le persone è fondamentale per conoscere ed avere la misura della nostra e altrui realtà... ma in questo non possiamo e non dobbiamo ignorare il collegamento con il nostro mondo interiore, con la nostra anima-cuore. Sono proprio le anime a sentirsi unite fra loro, e con il Tutto... A livello di anima noi siamo una collettività che è Uno... Così, solo quando siamo uniti dentro, possiamo portare questa unità nella collettività.

Arriva quindi quel fatidico momento dove non ce la facciamo più a rincorrerci la coda, e molliamo. Non abbiamo altra scelta se non vogliamo impazzire o trasformarci in automi comandati con i pulsanti della paura... Scegliamo, quindi, di cambiare paradigma, di partire da noi, di cercare l'anima... di fidarci.

Scegliamo di fidarci della vita che è in noi e intorno a noi. Ci fidiamo di quello che gli occhi vedono, che la pelle sente, che l'animo percepisce... Scegliamo di fidarci della spinta misteriosa che ci fa partire verso nuovi lidi... Scegliamo di fidarci del coraggio, e di abbracciare la paura. Scegliamo di fidarci del percorso che oggi ci ha portato fino a qui, qualunque esso sia.
E accettiamo che davanti a noi si presentino sentieri inesplorati e insicuri... accettiamo che la chiamata giunga dal futuro, non dal passato... giunga dall'Io più grande, che è dentro... e non dall'io piccolo, che è fuori.

Fidiamoci dell'occasione misteriosa che intralcia il nostro cammino prevedibile...  Non possiamo scegliere di cambiare strada solo a patto che sia "ragionevole" e che ci siano le "prove"... "prove" per cosa? "Prove" per sentirci sicuri? "Prove" per il nostro bisogno di avere l'approvazione del mondo? Non importa - non ha senso - se ci sia uno "studio scientifico" sull'oggettività della situazione! Come si può rinchiudere la saggezza di un intero universo (...) dentro una simile scatola...?

Le "prove" non sono il movente delle nostre scelte, ma sono il risultato della nostra stessa esperienza... la "prova" è il nostro stesso camminare lungo la strada... Ma se cerchiamo le prove prima di noi stessi - se cerchiamo prima il mondo esteriore - in realtà stiamo vivendo nel vecchio paradigma, dove l'unica cosa che possiamo fare è cercare di far tacere quel disagio per la scelta che, in realtà, già esiste dentro di noi.

11 marzo 2010

35. Corpo ed equilibrio

Il corpo è il nostro veicolo di manifestazione fisica, ed è grazie ad esso che portiamo a termine il nostro compito di crescita e comprensione, così come stabilito dall'Anima. Se ci intossichiamo con stili di vita pesanti e inadatti, non possiamo ricevere in modo corretto le istanze dei piani più sottili. Diventiamo allora come filtri opachi, che trattengo o alterano ogni raggio di luce che ricevono.

Prenderci cura del nostro tempio e mantenerlo pulito, è quindi molto importante. Per questo, molte persone che si dedicano alla crescita personale e spirituale adottano un'alimentazione leggera, basata su cibi "vivi", prediligono aria pulita, e danno grande importanza al respiro - grazie al quale si assimila prana (il principio vitale che nutre la nostra controparte eterica) - alternando inoltre riposo e attività fisica in modo equilibrato...

Va detto che un tale regime non si adatta necessariamente alle anime più giovani e primitive, che invece hanno bisogno di fare esperienze più aggressive. Si arriva a rispettare il corpo e a percepire i suoi meccanismi energetici, quando vi è una certa esigenza interiore di contatto con qualità più sottili, un'esigenza di purificazione, quindi, che già risponde ad esigenze "superiori".

Colui che è sul cammino spirituale ha rispetto del proprio corpo. Egli sa che rispettandolo, mantenendolo sano e in forza, lo rende inadatto ai germi delle cattive vibrazioni e lo predispone, invece, a quelle più sottili. Ma pensare di diventare "santi" attraverso una disciplina corporea, come con una qualunque tecnica, è un errore che non porta da nessuna parte. E' sempre il cambio di coscienza la leva principale (e reale) del cambiamento. Starà poi a noi accogliere queste istanze, e darci a nostra volta la disciplina e il ritmo effettivamente più adatti per proseguire sul Sentiero. Un conto è delegare la "realizzazione spirituale" ad una tecnica o ad uno stile di vita, un altro è coltivare buone abitudini che siano di supporto.

E' tutto qui. Ovviamente, si farà attenzione a portare equilibrio a tutti i livelli: è inutile allontanare le tossine fisiche (cibo pesante, fumo ecc.) se poi non ci si cura di quelle emotive o mentali...

7 marzo 2010

34. Il progetto dell'Anima

L'Anima non sceglie di incarnarsi per fare un viaggio di piacere o andare in ferie. Il suo scopo è quello di "mettere a posto" le note stonate, di sviluppare le qualità che le sono carenti, di governare infine l'uomo materiale e sottometterlo al suo volere. Altro che villeggiatura!

Se pensiamo a questo, i problemi della vita assumono una valenza diversa... Infatti, ci sono sempre ostacoli da affrontare perché ci sono sempre occasioni per crescere. Ed ogni volta possiamo scoprirci più abili, più capaci, più "Anima"... e meno "personalità"... perché questa è l'essenza del nostro percorso: crescere, e tornare a Casa, con una consapevolezza maggiore.

Con quest'ottica, vengono meno moltissime frustrazioni e impariamo invece a prenderci la responsabilità della nostra vita, di quello che siamo e delle "prove" che troviamo sul nostro percorso.

A questo punto, è fondamentale cercare di capire dove vuole spingerci la nostra anima, in quanto solo allineandoci con il suo "progetto" possiamo elevarci veramente ed essere supportati da energie molteplici (ed entrare nel "flusso"!)... ma come fare?

Una via è quella della meditazione, che leva la polvere e il rumore dallo specchio del nostro io, affinché possiamo guardare senza distorsioni dentro l'immagine riflessa. Ed è un compito che riguarda ciascuno di noi, nessun altro può farlo al nostro posto. Non si può fare in modo improvviso - le vie improvvise sono spesso illusorie e superficiali -, si tratta invece di costruire un nuovo ritmo, giorno dopo giorno, che nutra e rafforzi la capacità di esserci. L'Anima, allora, non tarderà a farsi sentire.

1 marzo 2010

33. Solo l'infinito

Non ci si può opporre alle forze che spingono nel fango. Che fare, allora, quando scaviamo nella melma con mani di sangue, quando la corazza vacilla, quando tutto sembra oscuro, ineluttabile, fragile?

Smettere di opporsi. Ecco cosa fare. Ecco cosa essere.


Passiamo tutta la vita ad opporci, a fare resistenza... ma quando facciamo resistenza è perché non abbiamo compreso la nostra responsabilità, non ci fidiamo di quello che siamo - e siamo il nostro corpo fisico, le nostre emozioni, la nostra aspirazione... e siamo gli oggetti che usiamo, gli eventi che descriviamo, le persone che incontriamo... tutto questo è "noi"!

Opporsi significa scavare una tomba senza fine, signifca dare nutrimento - con la nostra paura e il nostro dolore - a un ostacolo che è in noi soltanto.

Non ti puoi opporre alle forze che ti spingono nel fango. Ma puoi fermarti, ascoltare, accogliere la vita - questa vita. E scoprire così che essa è per la volontà dell'Anima, e che il sacro fuoco degli Dei brucia la tua carne per farne un banchetto d'Amore.

Allora finalmente sei nudo, e il tuo cuore si schianta. Finalmente, nessuno che sia fuori dal tuo "io". Nessuno più da legare con il tuo bisogno. Nessuno più da usare per paura di non avere abbastanza.
Solo l'infinito.

13 febbraio 2010

32. Figli e guerra famigliare


Vedo persone che non esitano a farsi la guerra, usando i figli, indipendentemente da come si sentono quest'ultimi. E poi ci si stupisce che al mondo ci siano guerre che uccidono i bambini... siamo noi stessi ad alimentare questi conflitti ogni volta che, giorno per giorno, uccidiamo i nostri figli pur di dare contro al nostro coniuge o ex-coniuge.

Le guerre planetarie sono alimentate da quelle stesse guerre che si svolgono dentro le famiglie. Se non si è capaci di vivere in pace nel nostro piccolo ambito, perché mai la pace dovrebbe governare il pianeta? Quello che succede a livello globale, infatti, è la somma qualitativa di quello che accade a livello personale.

A certi genitori vorrei dire "vergognatevi"... ma so che non posso tirarmene fuori veramente, perché ciascuno di noi, come essere umano, ha fatto in un modo o nell'altro quello che accusa negli altri. Accusare non serve a nulla, il punto non è la colpa ma come noi tutti "creiamo" questa realtà planetaria.

Andare contro il "male" non fa che alimentare la sensazione che ci sia un giusto da premiare e un cattivo da punire, ma questo non ci porterà mai al di là della guerra.

Solo quando ci fermeremo e sapremo perdonarci per il male che è in noi, e quindi per quello che è negli altri, solo quando abbracceremo le cadute in cui siamo inciampati, e il dolore che in realtà le ha nutrite... potremo dissolvere il rancore, le ferite, l'illusione che ci sia qualcosa da abbattere al di fuori di noi o nei percorsi della Vita.

9 febbraio 2010

31. Non sei solo. Non lo sei mai stato.

Se ti interessi di argomenti spirituali, saprai certamente che Anne Givaudan è l'autrice di molti libri interessanti del "campo". In realtà ho letto solo alcuni fra i suoi scritti, tuttavia mi hanno sempre colpito positivamente e ispirato un senso di intima condivisione, soprattutto quando l'invito è quello dell'amore e della trasmutazione delle proprie "parti ombra"...

Un punto che Anne sottolinea nel suo libro Forme Pensiero è che le nostre negatività, siano esse modi errati di pensare, emozioni ferite, azioni poco costruttive, ecc. sono stimolate e quindi alimentate non solo da noi stessi, ma da un Governo Ombra, cioè dai manipolatori dei "piani alti" di questo pianeta... così come da certi esseri extra-terrestri. Anche in questo caso il mio sentire è allineato con l'autrice: basta approfondire le proprie ricerche per intuire subito che si tratta di informazioni che hanno solidità... ma ancor prima è sufficiente guardarsi intorno, con un minimo di intelligenza e senza preconcetti, per capire quali siano le leve che oggi vengono agite sull'umanità.

Chiedi al tuo cuore... se le scelte che fai ogni giorno, nelle piccole e grandi cose, sono le tue scelte, o se sono "indotte" in qualche modo da "altro"... da un sistema, cioè, che guadagna dal fatto che tu hai paura, ti senti impotente, sfiduciato e vivi nel bisogno, fisico e psicologico.

Il messaggio principale, comunque e mai da dare per scontato, è "sempre" quello: noi possiamo scegliere di "chiuderci" e nutrire così le energie pesanti che si addensano nei nostri corpi sottili, oppure possiamo prirci con fiducia e amore alla Vita, e trasmutare così le forme pensiero negative, liberandoci dal loro condizionamento.

A proposito di esseri extraterrestri, segnalo qua sotto una splendida intervista alla stessa Givaudan, suddivisa in sei parti, in cui l'autrice parla esplicitamente dei contatti con altre civiltà, del Governo Mondiale, del 2012, ecc. Il suo invito - rispondendo alla domanda "Che fare?" - è quello di "usare queste informazioni per fare le proprie scelte" e non per farsi condizionare, né tantomeno per alimentare la frequenza della paura, dato che è proprio questa che ci espone alla manipolazione.

Anne profetizza tempi difficili per coloro che sono legati al "vecchio mondo", e nuove eccitanti possibilità di progresso spirituale per chi è disposto a far parte del cambiamento evolutivo.

E tu... Tu che stai leggendo, che hai vissuto nel corpo, nella tua anima o da qualche parte nel tuo essere le esperienze che Anne descrive... Tu, che hai pensato di essere "solo" e magari anche un po' strano... Tu, che da sempre sogni un mondo più consapevole... Tu che ti metti in gioco oltre il timore del giudizio altrui... Tu, che ogni volta che puoi fai un dono di luce alle persone che hai intorno, e ancor prima a te stesso... Tu, compagno di Viaggio, che guardi alle Stelle e sorridi sapendo che la Vita è ovunque... Lasciati abbracciare, perché non sei solo. Non lo sei mai stato.



INTERVISTA AD ANNE GIVAUDAN - EXTRATERRESTRI - PARTE 1/6




INTERVISTA AD ANNE GIVAUDAN - EXTRATERRESTRI - PARTE 2/6



INTERVISTA AD ANNE GIVAUDAN - EXTRATERRESTRI - PARTE 3/6




INTERVISTA AD ANNE GIVAUDAN - EXTRATERRESTRI - PARTE 4/6




INTERVISTA AD ANNE GIVAUDAN - EXTRATERRESTRI - PARTE 5/6




INTERVISTA AD ANNE GIVAUDAN - EXTRATERRESTRI - PARTE 6/6



Libro citato nella video intervista: Alleanza


7 febbraio 2010

30. Ci sei o ci fai?

Quando incontriamo qualcuno che abbia un comportamento bizzarro, che faccia o dica stranezze, viene spontaneo chiedergli "ma ci sei o ci fai"? Ebbene, forse bisognerebbe chiederlo alla maggior parte degli uomini che respirano su questo pianeta. Basta andare un po' in giro... quanti sono i comportamenti "normali" dove in verità la gente "non c'è"?

Si compra automaticamente al supermercato senza chiedersi cosa è, da dove arriva, come o in che modo inciderà su di noi (e sulla vita degli altri) la fettina di vitello che ci metteremo nello stomaco, l'olio per la pelle che ci spalmeremo addosso, il videogioco con cui piazzeremo nostro figlio per ore davanti allo schermo... E che dire poi di certe industrie tessili che prolificano sullo sfruttamento dei bambini in paesi disperati, e (apparentemente) lontani... Che dire di quello che mettiamo sui cibi in termini di inquinanti, additivi, ecc...Che dire delle nostre falde acquifere, inquinate in nome del profitto... Che dire del cielo, pieno di ragnatele metalliche che si espandono sotto lo sguardo-non sguardo di tutti?

Qualcuno, di fronte a tale osservazione, risponde sicuro di sé: "Ehmbé? Mica posso farmi 'sti problemi ogni volta che c'ho fame... che c'ho voglia di farmi più bello... che c'ho voglia di far divertire i miei bambini - Mica posso stare a guardare da dove viene quello che compro... Mica posso stare a guardare il cielo"... Ma una volta gli Antichi guardavano eccome il cielo; guardavano il Sole, e guardavano le stelle, e in questo riuscivano a guardare a se stessi. "Erano ignoranti, in verità" - affermano quei molti convinti di essere, oggi, i portatori del progresso, e di aver spazzato via la stupida superstizione degli oroscopi e della preghiera...

Ebbene, io non so se ci sei o ci fai, uomo comune, però vorrei ricordarti che la fettina di vitello che stai masticando arriva da un essere che è stato tristemente strappato a sua madre - che viene continuamente e artificiosamente ingravidata; un essere che poi viene macellato in un luogo dove, prima di essere sgozzato, viene abbattuto con un grosso proiettile sparato nella nuca... che raramente gli fa perdere immediatamente i sensi. Ci sono tanti video su Youtube che fanno vedere cosa accade in un macello, ma la cosa migliore è che tu vada a fare un giro di persona, basta una mezz'ora... se non ti fanno entrare, offri una mancia.

Uomo comune, vai a leggerti le statistiche, e smetti di dire che mangiare carne "è naturale e giusto", solo perché ti hanno fatto imparare a memoria questo ritornello... Dalle statistiche, infatti, risulta che i casi di cancro al colon si hanno in maggioranza fra i mangiatori di carne rossa, e che la dieta carnea in generale crea comunque innumerevoli problemi.

Non parliamo poi del "lato spirituale": credi che alimentarti a prezzo della sofferenza di altri esseri - una sofferenza che è sistematizzata e commercializzata - non incida sulla tua "struttura energetica"? Del rapporto vegetarianesimo-vie spirituali parlerò meglio un'altra volta, non per fare assolutismi (tant'è che imporsi la rinuncia alla carne non è a mio avviso ancora la cosa più giusta da fare, né penso che essere vegetariani sia automaticamente segno di "innocuità") ma comunque per prendere coscienza che noi "siamo quello che mangiamo", sotto moltissimi punti di vista.

Non so se ci sei o ci fai, uomo comune, quando ti spalmi con disinvoltura quella roba viscida sulla pelle che contiene olio minerale (paraffinum liquidum, ecc.), che ottura i pori e interferisce con l'equilibrio della pelle stessa... Ma come hai potuto pensare che mettersi del petrolio addosso fosse una buona idea? Gli oli minerali (presenti anche nei cosmetici!) sono infatti derivati dalla raffinazione del petrolio, non sono biodegradabili e per la comunità Europea sono cancerogeni...

Il videogioco che hai comprato al tuo bambino di 8 anni, probabilmente è quello alla moda con tante "belle" scene di violenza... e qui non si tratta di fare i moralisti, ma di avere un po' di buon senso e di gusto per il "buono, il bello e il vero"... Ti faccio, quindi, uomo comune, alcune domande:
- E' il caso di abituare i tuoi ragazzi ad eccitarsi e a divertirsi attraverso scene stressanti? Non bastava la televisione?
- E' il caso di far rincoglionire i tuoi discendenti (e il futuro del Pianeta) davanti a questi film-giochi che, per loro stessa natura, stimolano dinamiche comportamentali estremamente "passive"? Che dire della lettura, dello sport, dei giochi all'aria aperta... che favoriscono il rapporto con gli altri, la creatività, il saper scegliere, il confrontarsi...?
- E che dire della tua ignoranza per quello che riguarda la "realtà sottile", o più semplicemente la tua incapacità di ascoltare il cuore? ...Non occorre certo saper "leggere l'aura" ma avere un po' di sensibilità e compassione, per capire come sia influenzabile la creaturina che tu metti al mondo... e se la nutri di gioia, bellezza e amore, questo ricercherà di più... ma anche viceversa.

In dettaglio, un giovane essere umano spesso reca nella sua struttura energetica i semi di un karma passato dalle vibrazioni un po' pesanti, poco costruttive, insomma correlate a qualità di odio, violenza, ansia ecc... e l'anima, ancora giovane, non ha sviluppato in pieno le corrispondenti facoltà positive con cui contrastare tali "negatività". Può accadere che tali "semi" non siano prevalenti o necessariamente in manifestazione, e che, crescendo, il ragazzino impari a rafforzare la sua "parte luminosa" e a contrastare così il potenziale negativo. Ovviamente, l'ambiente svolge spesso un ruolo fondamentale... sicché il contatto e la stimolazione in lui di "qualità ombra" rischia di far precipitare nella sua realtà queste vibrazioni, che si trasformeranno quindi in azioni, in comportamenti e in scelte di vita...

Insomma,  se metti tuo figlio a contatto con certi stimoli aggressivi, aumenti la probabilità che in lui si sviluppi altrettanta violenza... e ti accolli pure un po' di karma, perché sei responsabile di quello che "hai provocato".




Insomma, uomo comune, ci sei o ci fai?

Io direi che spesso "ci fai"... nel senso che per te l'importante è fare, fare, fare... fare soldi e comprarti l'auto fighissima, fare un lavoro che ti metta in una posizione di rilevanza e poter stressare gli altri con la tua voglia di comando, o farne un altro che legittimi la tua voglia di lamentarti... fare cose per comprare altre cose da regalare a moglie o figli... o semplicemente alla tua personalità, a cui non basta mai quello che hai...

Ma tu "ci sei" mai? Ci sei quando il tuo bambino ti parla, e dietro le sue parole, dette e non dette, ti chiede un appoggio, un ponte che possa attraversare con fiducia, per entrare nel gioco della vita? Ci sei quando il tuo compagno ti guarda negli occhi, e quello che ti chiede è che tu "veda" chi hai di fronte...?

Ci sei mai con te stesso, con il bambino dentro di te... quando qualcosa ti ferisce, ti dà fastidio... quando l'ansia o un dolore ti costringe a rallentare, a sbattere il muso contro un destino che non comprendi... quando agisci meccanicamente e reattivamente un carattere, un'emozione... quando sei schiavo di quello che pensano gli altri o del programma che credi di dover soddisfare?

Prova ad esserci, invece che a "fare"... Prova a stare lì con te stesso, senza giudizio, in ascolto di tutto quello che sorge nel tuo animo, della ferita che ti fa "scattare", dell'odio con cui hai nutrito la morte e ti sei opposto alla nascita di ogni momento, o del vuoto che non sai concepire...

Sviluppa la capacità e il coraggio di esserci... Da questo deriva tutto il resto! ...Deriva l'attenzione per quello che conta, la tua capacità di vedere, di creare, di amare... la tua capacità di scegliere, di riconoscere tra vecchio e antico, tra luce e ombra... la tua capacità di onorare l'autorità del cuore, non la ragionevolezza della paura...

Scegli l'esserci, uomo comune... Allora, un giorno, tornerai a guardare il Cielo... e saprai che è il Cielo che sta guardando se stesso, attraverso i tuoi occhi.

28 gennaio 2010

29. Carpe Diem



Cerchiamo la sicurezza, rifuggiamo la nostra fragilità... ma è proprio questo che ci frega, è questo che uccide il nostro coraggio - l'avere cuore -, il nostro essere vivi.

Se incontriamo qualcosa che ci rende vulnerabili tendiamo a scappare via, è quasi una scelta istintiva; non ci accorgiamo invece che è la Vita che chiama!
Non c'è vita senza Amore, cioè senza la capacità di uscire dai confini, di abbattere i limiti, di allargare lo spazio del proprio io... di buttarsi fiduciosi nelle braccia dell'ignoto.
Diversamente, è controllo, paura, avidità... conditi da tante "buone intenzioni" che incatenano l'anima.

Perdersi è ritrovarsi, permettere la fragilità è crescita e forza.
Ma se vogliamo contenere la vita, allora la vita conterrà noi in una stanza buia e poco interessante, e saremo soddisfatti di niente, così come si è soddisfatti di una rosa di plastica.

21 gennaio 2010

28. Depressione - una chiave

Moltissime persone soffrono di ansia, depressione o di un qualche male interiore. In questa società dove si affoga il sentire tra caffé, sigarette, emozioni o distrazioni varie, non sempre si ha coscienza del proprio disagio. Ma quando accade è davvero una fortuna, perché significa che abbiamo la capacità di ascoltare... ascoltare un messaggio molto particolare, che ci chiede di cambiare e soprattutto ci dice che possiamo farlo.

Non sarete ancora convinti che vivere in questo contesto sociale - facendo un lavoro che non piace, vivendo in modo automatico e bisognoso le relazioni con gli altri, inquinando il cuore con sentimenti di giudizio, nutrendo la mente con forme pensiero limitanti e il corpo con cibi spazzatura - sia possibile vivere "serenamente" senza ansia o depressione? Si tratta chiaramente di uno stile di vita che alimenta le casse della farmacia, e quelle soltanto.

Ansia e attacchi di panico vi fanno dunque visita? Allora siete sani. La parte sana dentro di voi, infatti, si sta ribellando alla morte che le avete imposto in qualche modo con un percorso non adeguato, con delle scelte che non rispecchiano il progetto del vostro Sé. So che è difficilissimo mettere il naso al di fuori della propria "aura di dolore" quando ci si trova nel pieno del meccanismo depressivo, tuttavia è bene sapere che è possibile farlo, e che nulla viene dato che non si possa affrontare.

Non di rado il depresso si sente inetto, incapace, impotente, solo... il suo senso di fiducia nella vita e nelle sue possibilità creative viene letteralmente meno. Vi sono chiaramente meccanismi variegati, spesso intrecciati fra loro; ad esempio può esserci - disolito ben nascosto ma in piena forma - un certo senso di compiacimento nel darsi addosso, nel mollare ogni cosa, nel trasformarsi in vittima... o, anche, spesso ci sono realtà energetiche (...) che abbattono la vitalità e la capacità di pensare in modo lucido e di mantenersi collegati con piano superiori.
Ci sono moltissimi strumenti che è possibile utilizzare quando si ha la sfortuna-fortuna di cadere in attacchi di panico e nella depressione... si tratta di terapie psicologiche, di gruppi di lavoro, di tecniche energetiche ecc. ma oggi, in particolare, desidero parlare di uno strumento davvero potente: la fiducia e l'accettazione.

Ma di cosa fidarsi se non ci fidiamo più di nulla? Cosa accettare se troviamo ogni cosa inaccettabile?

Rispondo con un'altra domanda: e se quel sentire così ingarbugliato fosse proprio quello che "vi serve"? Se quel limite che vi ha fatto perdere il lavoro... se quel carattere che ha vi ha fatto rompere con la persona amata... se quella sensazione di disperazione che vi fa sentire inadatti vicino agli altri... se tutto questo fosse in funzione delle vostre reali necessità?
Vi sentite inadeguati, sbagliati, incapaci... ma su che base fate le vostre valutazioni? Sulla base di criteri che sono dettati dalla società, dagli altri... ma forse non dalla vostra anima. E se la depressione fosse lì per ricordarvi che voi non siete quello che state cercando di diventare...?

Forse la vostra aggressività vi ha tenuto lontano da un lavoro che in verità non volevate, perché volevate costruire Ponti verso il Cielo... Forse la vostra goffaggine vi ha tenuto lontano da quel partner affascinante che in verità non volevate, perché volevate qualcuno che all'amore non mettesse condizioni... Forse quella svogliatezza vi ha tenuto lontano dagli amici che in verità non apprezzavate, perché non volevate passare le serate a bere al pub ma volevate costruire una rete di Luce fra i popoli...

Provate ad avere fiducia in tutto quello che siete, e nei vostri limiti. Accettateli per come sono. Siate presenti alla loro chiamata. E abbracciateli. Loro sono la vostra benedizione.

Non importa se rispondete male al vostro partner, se siete insofferenti, infelici, se vi ritrovate depressi perché qualcun altro risponde storto, perché non sapete accettare le critiche, non siete competitivi o perché è semplicemente così... Fidatevi di questa parte di voi, perché vuole portarvi in un territorio più autentico.
Fidatevi di essa, non vergognatevi di quello che è, non vestitela con abiti che non le appartengono pur di nasconderla. Se sbagliate con gli altri, chiedete scusa ma poi finitela lì, e... fidatevi.

Fidatevi di questa parte che vi fa star male, che vi manda l'ansia; fidatevi del fatto che voglia esserci  anche se questo comporta biasimo e critiche. Fidatevi del tormento in cui vi getta, delle cose che vi fa vedere e di quelle che non vi fa vedere.
Fidatevi della sua saggezza, della sua incoscienza. Fidatevi del disagio che usa per comunicare con voi, grazie al quale non riuscite a mettervi maschere definitive addosso... grazie al quale ogni progetto di essere "i più bravi", "i più amati", "i più grandi" viene meno... grazie al quale rifiutate etichette e modi preconfezionati... grazie al quale vi ritrovate pieni di paura di sbagliare e di voglia di morire, perché allora siete costretti a cercare, a cercare, e a cercare ancora finché non incontrate passioni che sono vostre, e vostre soltanto.

Fidatevi quando la gola si stringe, quando la pancia grida per spingere oltre quello che reputate accettabile, oltre quello che pensate-credete-immaginate di dover essere... e che magari non siete proprio. Fidatevi profondamente di quella parte di voi che pensate vi stia tenendo lontano dalla vita e dalle relazioni che vorreste... Forse vi sta proteggendo dalla mediocrità, dalle credenze di quello che pensate di volere, dalla vostra incapacità di essere voi stessi.

Fidatevi di dove vi porta, nel bene e nel male, fidatevi del territorio verso cui vi sospinge, degli ostacoli che vi indica, affinché possiate imparare a superarli... Fidatevi e abbracciatela, lasciatela esistere così com'è, siate con questa parte di voi. Siate fieri del carico di dolore che si è presa su di sé, nell'attesa che un giorno foste in grado voi stessi di portare quel peso, e alleggerirne il mondo.

Finché vi farà ribrezzo guardare alle vostre parti in ombra o che reputate non amabili, tenderete a criticarle, a fuggirle, a mascherarle, a dimenticare la preziosa direzione che indicano; ignorerete il messaggio a voi riservato, e alimenterete l'oblio. Ma se provate ad ascoltare, ad avere fiducia e ad accettare che per tutti noi c'è un sentiero... allora scorgerete in ogni sassolino un'indicazione, ogni paura si trasformerà in un trampolino di lancio per il vostro cuore, e ascolterete la voce del precipizio che vi dice "sei qui per costruire un ponte".
La fiducia è una chiave, usatela...!

Ecco perché, sebbene si pensi che l'odio più diffuso sia quello verso gli altri, io credo - senza temere di alimentare l'egoismo personale - che sia diffuso soprattutto l'odio verso di sé, verso quelle parti della propria coscienza che, più o meno consapevolmente, si reputano repulsive e non degne d'amore. L'odio verso gli altri diviene quindi una naturale conseguenza dell'incapacità di amare. E credo che pur di non ascoltare questa drammatica verità, molte persone impieghino l'intera esistenza per costruire grandi castelli fatti di illusione e maschere... e non avendo la sfortuna-fortuna di cadere in depressione, non si accorgono più dei sassolini lungo la via, e rinunciano così alla chiamata della propria anima.

8 gennaio 2010

27. La ferita tra uomini e donne

C'è una profonda ferita tra uomini e donne. La puoi sentire ogni volta che esprimi un giudizio sulle donne o sugli uomini in generale. Le donne sono delle isteriche. Gli uomini sono degli egoisti. Mai pensato?

Ogni volta che il tuo ragazzo ti delude, e vorresti altro... ogni volta che la tua donna ti stressa, e vorresti altro... ogni volta che ti senti "pesante", infelice, limitato per colpa dell'altro, ogni volta che non sopporti i suoi limiti, i suoi difetti... ferma la valanga di pensieri che parte nella tua testa. E ascolta: cosa senti? Qual è la sensazione che ti fa stringere la gola, o ti chiude il petto? Cosa ti si rivolta nella pancia?

Pensi che sia davvero l'altro a mettere "dentro di te" questo tipo di energia?
Pensi che quel difetto che ora è davanti ai tuoi occhi e che ti manda fuori di testa, non abbia davvero nulla a che vedere con qualcosa di te?

Se ascolti la sensazione, se cerchi di sentire - senza dare parole e spiegazioni - e se lo fai ogni volta che ti scopri "arrabbiato" o "deluso" per l'altro... scoprirai che sei entrato in un film dove l'altro sta mettendo in scena parti di te. Parti di te che sono state fatte a pezzi, parti ferite che ora chiamano la tua attenzione.

Puoi ignorare questa chiamata, e continuare a pensare che quando avrai soldi e persone simpatiche attorno a te non sentirai più la ferita, puoi pensare che sia colpa degli altri, della gente egoista... Puoi pensare che tu hai ragione, e l'altro torto, come se questo possa cambiare lo stato delle cose. Oppure puoi restare lì, a contatto della ferita, e cominciare a guarirla, lentamente, con la tua presenza. Esserci, infatti, attiva il processo di guarigione. E questo vale per ogni situazione della vita.

Non si tratta di "capire", quindi, ma di entrare dentro una ferita. Per farlo occorre che tu rimanga a contatto con il disagio che ti procurano i suoi lembi sanguinolenti... ogni volta che incontri questa dimensione sofferente, rimani lì per un po', con tutta la tua anima. E benedicila. Il tuo uomo è quello che è affinché tu possa imparare ad amare al di là di quello che pensi sia conveniente, e sviluppare pazienza e capacità di ascolto. La tua donna è quella che è affinché tu possa imparare ad amare al di là dei bisogni, sviluppando la capacità di proporti con autorevolezza.

Una volta ho sentito dire che le anime si incarnano in esseri femminili per imparare a concretizzare maggiormente qualità femminili di cui sono carenti, e viceversa nel caso degli esseri maschili. Ma poiché la maggior parte delle anime sono giovani, le donne si ritrovano ancora incapaci di accogliere e comprendere come solo una donna sa fare, e gli uomini incapaci di guidare come solo un uomo sa fare. Ma affrontando la vita insieme, possono aiutarsi l'un l'altra.

La ferita tra uomini e donne guarirà quando ciascuno di noi guarirà dall'illusione di essere separato dal resto del mondo. Siamo tutti "uomini" e siamo tutti "donne"... l'unica vera differenza è data dalla nostra capacità d'amare.

6 gennaio 2010

26. Lavoro e trasformazioni

Certo che il lavoro per moltissime persone è proprio una "nota dolente". C'è chi saltella da un contratto temporaneo all'altro (quando c'è) o chi invece ha un lavoro "sicuro" ma che è proprio uno "strazio".

Credo che quando e se veramente ci sarà una "Nuova Era" lo capiremo dal modo in cui le persone lavorano. Oggi occorre una trasformazione radicale nel lavoro, che sia riflesso di una maggiore consapevolezza; è chiaro quindi che non si può più lavorare "solo" per lo stipendio o per sopravvivere economicamente da un mutuo all'altro.

Il lavoro dovrebbe essere espressione della creatività e dell'impegno di chi lo effettua, e allo stesso tempo dovrebbe essere parte integrante di un processo di crescita collettivo. Ciascun lavoro che possa definirsi veramente tale dovrebbe essere integrato con le esigenze della collettività, avere cioè una valenza etico/ecologica sia nei riguardi dell'ambiente che della stessa struttura sociale. Insomma, dovrebbe portare vantaggi a livello globale, e non svantaggi.

Quando la maggior parte degli esseri umani lavoreranno in base a questi criteri, allora e solo allora saprò che un Nuovo Mondo è sceso in Terra... Ma che fare prima di allora?

Io direi che, nonostante tutto, oggi ci sono comunque più vie di quelle che si immagina, e se ci limitiamo già nelle "credenze", non potremmo mai veramente scoprire nuove possibilità... o, al limite, crearne! Non rinunciate ai vostri sogni, studiate, formatevi al meglio possibile nell'ambito di vostro interesse: la qualità e la competenza raramente sono toccate dalla crisi. Siate naturalmente flessibili, creativi e aperti al cambiamento; venite incontro al "mercato" ma, ripeto, non lesinate mai - in termini di tempo e impegno - sulla vostra formazione e sulla vostra cultura.

Non manca naturalmente il punto di vista spirituale: i problemi nella sfera del lavoro (ma anche quelli relativi alla "casa"!) sono spesso correlati con il territorio della sicurezza di sé e con la capacità di "sentirsi nutriti". Sono cioè connessi a squilibri del primo chakra, ma di chakra non abbiamo ancora parlato quindi non dico altro... ma si rifletta comunque sul modo in cui ci nutriamo e prendiamo energia dalle situazioni, se abbiamo attaccamenti, dipendenze, etc., se sappiamo alimentare un progetto, delle relazioni, se c'è equilibrio in queste aree della nostra vita.

Se nulla è frutto del caso, le difficoltà che incontriamo sul lavoro ci invitano a trovare risposte diverse... inutile ostinarsi e nuotare contro corrente. Occorre invece cercare di ascoltare la saggezza che spesso è insita nella situazioni incerte. La domanda quindi è: quali capacità mi viene richiesto di sviluppare con questa situazione? Dove vuole portarmi quello che sta accadendo?

Ogni problema si presenta a noi con due prospettive: quella del passato e quella del futuro. la prospettiva del passato ci induce a fossilizzarci sulle cause che l'hanno creato, distogliendoci dalla soluzione che invece abita nel futuro... e se fosse proprio la soluzione che dal futuro ci manda questo "problema" affinché possiamo dirigerci verso di essa?

Forse la semplice verità è che l'attuale situazione non fa per noi e il mondo - la nostra anima - ci sta aiutando affinché possiamo abbandonarla, e intraprendere un percorso più autentico...

3 gennaio 2010

25. Meditazione con Om Shanti

Oggi vorrei parlarvi di un mantra molto conosciuto: Om Shanti, di origine sanscrita. "Om" è la vibrazione sonora del Divino, la frequenza di base che diede origine e alimenta ogni cosa in questo universo. "Shanti" richiama il concetto di "pace". Om Shanti porta luce e pace nel cuore di chi pronuncia questo mantra.


Dopo aver assunto una posizione comoda, con la schiena eretta e gli occhi chiusi, respirate per qualche minuto per prendere contatto con il momento presente, e concentrarvi. Poi cominciate a intonare dentro di voi (quindi mentalmente) "Om Shanti", cercando di farlo risuonare all'altezza del centro del petto (questo punto è chiamato Atman). Il ritmo che si viene a creare deve essere spontaneo, delicato.

Si immagini un "gong" che ci dà il tempo e ad ogni colpo si pronunci mentalmente Om Shanti.... quindi ancora Om Shanti... e così via. Seguire il fluire del respiro non è obbligatorio, anzi bisognerebbe cercare di lasciare il ritmo del mantra più libero possibile, tuttavia può essere di aiuto soprattutto all'inizio della pratica, per radicarla in noi.

Questa pratica si può fare inizialmente per 5-10 minuti al giorno, e in seguito fino ad un massimo di 20 minuti. Non la si esegua per nessun motivo per un tempo superiore. La mente va mantenuta vigile e presente; se subentrano pensieri che disturbano o creano distrazione, semplicemente riportare l'attenzione a quello che si sta facendo, senza lasciarsi scoraggiare dal numero delle interruzioni. In questo modo ci si allena a governare il nostro campo mentale ed emotivo... per scoprire infine che noi non siamo né i nostri pensieri né le nostre emozioni... ma siamo molto di più.

La meditazione sull'Om Shanti è molto diffusa e raccomandata da numerosi maestri e insegnanti. Sappiate che ogni volta che la effettuate vi mettete in silenzioso collegamento con frequenze spirituali di luce e amore, vi collegate con altre anime e stimolate la crescita della vostra. La si può praticare anche occasionalmente in momenti di sconforto, tristezza e quando si ha bisogno di ricevere aiuto.

Un mantra è un simbolo sonoro che agisce sui corpi sottili, non dovete crederlo ma semplicemente sperimentarlo, concedendovi tempo e disciplina. Permettete a voi stessi di accoglierne gli effetti... e ricordate che solo le modificazioni che accadono al nostro interno possono veramente cambiare la nostra realtà.



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1 gennaio 2010

24. Specchio delle mie brame

Pensavo che i demoni fossero i miei genitori, l'ambiente, la famiglia. Poi, ho pensato che la catena da loro stretta attorno al mio spirito mi avesse resa schiava anche durante la loro assenza, e che questo fosse un demone più grande. Ho pensato che il mondo fosse freddo, distante, orribile... e che io non avessi niente a che fare con questo egoismo.

Finché un giorno ho guardato nello specchio, e nel mio volto e ho riconosciuto il demone più potente: l'aver cercato all'infuori di me le ragioni della mia distruttività.

Stiamo viaggiando tutti su un percorso spirituale, solo che non sempre ne siamo coscienti. La Terra è la nostra astronave. Il cuore è la nostra bussola. E gli altri sono lo specchio della nostra capacità di amare.